SCARPERIA E SAN PIERO – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta del Pievano di San Piero a Sieve, Don Daniele Centorbi.
Sono ormai alcune domeniche che ascoltiamo il capitolo 6 del Vangelo di Giovanni dove Gesù ci parla di sè stesso come Pane di vita. Chi ascolta fa fatica a seguirlo, fa fatica a capire quelllo che Lui dice di sé stesso.
Anche oggi dopo 2000 anni di storia cristiana è sempre difficile capire il linguaggio di Gesù che pure è di una semplicità estrema. L’uomo ha fame e per questo ha bisogno di nutrirsi e va in cerca di nutrimento… ha fame di verità, di libertà, di amore, di eternità.
Gesù si mostra come colui che può dare pienezza a questa fame, a questo bisogno insaziabile dell’uomo. Il problema è che invece di fidarci e mangiare, di andare in cerca di questo cibo, noi ci accontentiamo di cibi a buon mercato che saziano lì per lì ma poi lasciano vuoti oppure ci perdiamo nel tentativo di capire… ma si può capire l’amore? Si può capire il dono? Si può capire il dare la vita per l’amato? Credo che sia necessario lasciarci andare e aprire alla fede, fidarci di Colui che vuole prendersi cura di noi e ci chiama a lasciarci nutrire.
Condivido volentieri non una mia prospettiva ma quella di alcuni anziani o malati che ho incontrato in questi giorni.
È una esperienza sempre nuova ed edificante portare la Comunione, il Pane di Vita nelle case di chi per le condizioni di salute non riesce a venire in chiesa.
I nostri anziani hanno veramente il sapore della sapienza, della saggezza che sa vedere oltre. La loro fede è quella di chi non dà più importanza al superfluo e ha perso anche molto del necessario. Così sa vedere l’essenziale.
Guardando come loro guardano Gesù, come loro aspettano e ricoscono Gesù nell’Eucarestia, si capisce che il rapporto non è devozionale o razionale ma è amicale, è esperienza, è fiducia corroborata dalla vita, dalle prove superate con la forza di questo Pane.. è abbandono attraverso una fede semplice!
Auguro a me e a tutti, in questa ultima parte d’estate, di imitare la capacità dei nostri anziani di riconoscere il Signore, di innamorarci di lasciarci stupire così da poter entrare nel mistero di Dio che si è fatto uomo e che si fa pane per noi!
Don Daniele Centorbi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 Agosto 2024


