SAN PIERO A SIEVE – Torna l’appuntamento domenicale, proposto a turno dai sacerdoti e dai diaconi del Vicariato del Mugello, della riflessione tratta dalle letture bibliche della Messa della Domenica. Oggi è il pievano di San Piero a Sieve, Don Daniele Centorbi ad offrirci pensieri controcorrente, con il Vangelo che invita ad amare perfino i propri nemici.
La liturgia di questa domenica ci rivela le altezze d’amore a cui può arrivare l’uomo quando si fida di Dio, quando ha imparato che Dio non è un nemico, che non è qualcuno che semplicemente ti chiede, ma è il tuo Signore, il tuo Maestro, è il Divino che entra in te e ti vuole riempire di un amore capace di miracoli.
Una capacità d’amare che sembra scontrarsi con il normale amore umano…
al centro delle letture di oggi c’è l’amore del nemico.
Già nella prima lettura troviamo in Davide, questo orizzonte di amore incredibile. Davide ha la possibilità di mettere fine alle persecuzioni che sta subendo, ha nelle mani la vita di Saul il re al fianco del quale ha combattuto ma che ora accecato dall’invidia si è trasformato in suo persecutore.
Davide si ferma, e pur avendo davanti a sé il nemico, il persecutore, va oltre e vede con gli occhi di Dio, si rende conto che davanti a sé ha il consacrato del Signore, che davanti ha una creatura che è amata e scelta da Dio.
Si ferma, non si lascia trasportare dal rancore, dall’orgoglio, dalla vendetta e sceglie di amare il suo nemico.
Come ci comportiamo noi quelle volte abbiamo tra le mani le persone che ci hanno ferito, ci fanno soffrire, magari sono persone a cui abbiamo voluto e vogliamo bene, e che ora sentiamo come nemiche?
Spesso in quel momento in cui abbiamo la possibilità di una rivalsa, la prendiamo al volo e con una azione o con le parole feriamo mortalmente l’altro.
Nel Vangelo incontriamo Gesù, il Maestro, che insegna ai suoi discepoli e a noi oggi, ad amare con un amore più grande. “Se amate quelli che vi amano che merito avete, anche i pagani fanno lo stesso. Amate i vostri nemici”. L’amore del nemico, riuscire ad amare la persona che ti fa soffrire, che ti ha calunniato, che ti ha ferito con le parole o con le azioni, è veramente il segno della vita nuova del cristiano.
Ecco, il Vangelo di questa domenica ci dice qual è l’orizzonte dell’amore del cristiano, un orizzonte sconfinato, enorme, oserei dire quasi fuori dall’umano, se non fosse che Cristo si è fatto uomo e ci dà la possibilità di imparare a vivere come Lui.
È importante però avere la consapevolezza che non è una lotta personale, uno sforzo di volontà, sarebbe una battaglia invincibile e frustrante.
Come imparare allora?
Guardando la Croce, mangiando il Corpo del Signore, innamorandoci della sua Parola, lasciandoci amare, giorno per giorno, in modo da lasciargli lo spazio per vivere in noi con lo Spirito. È lo Spirito che cambia il nostro sguardo e il nostro cuore insegnandoci a vedere l’altro, non semplicemente come il nemico ma come quel fratello che sta sbagliando e ha bisogno del nostro amore gratuito.
Allora, non ci resta che riprendere il cammino, dietro a Gesù insieme a tutti i fratelli che non si accontentano di un amore normale che non si rassegnano alla schiavitù dell’odio e della rivalsa ma cercano la libertà dell’Amore che diventa misericordia benedizione dono resurrezione.
Don Daniele Centorbi
Parroco di San Piero a Sieve
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 febbraio 2022


