VAGLIA – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta di don Matteo Perini, parroco di San Pietro a Vaglia.
Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 14,23-29
In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]:
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».
A chi ascolta le sue parole Gesù Cristo si manifesta in modo particolare. Anche nella nostra esperienza l’ascolto è la prima forma di accoglienza. La persona che abbiamo davanti si disvela a noi gradatamente. Così accade nelle nostre relazioni, così con Dio. Ascolto, dialogo, vicinanza che cresce fino al punto di porre la dimora insieme, cioè condividere la vita. Dio vuole condividere la nostra vita e ci chiama a condividere la sua per amore.
Chi ama Dio lo riconosce nelle parole del Cristo. Chi non lo ama invece rifiuta queste parole proprio per questo motivo e sceglie di comportarsi come se la vita fosse un frutto da spremere finché si può, secondo la mentalità dominante. E questo sia a livello personale che relazionale, fino ai rapporti tra gli stati.
La Chiesa unisce l’annuncio la Parola di Dio con la celebrazione dei sacramenti per favorire e compiere la comunione degli uomini e delle donne con Dio, comunione di vita e di amore che salva.
Per capire, imparare e ricordare la Parola è necessario cogliere lo spirito delle parole, il senso più profondo oltre il significato immediato, quello che parla alla nostra vita.
Il dialogo è un presupposto irrinunciabile della pace. Risuonano ancora le parole di Francesco e di Leone XIV, che invitano continuante al dialogo le parti in conflitto. Il primo passo è sempre l’ascolto e non ci può essere pace senza avvicinamento delle parti.
La vera pace è frutto della benedizione di Dio, al di là delle calcolate e spesso ingiuste così chiamate paci che chiudono alcuni conflitti. La vera pace è la condizione per affrontare e superare tutto quello che la vita ci mette davanti senza rimanerne scandalizzati o schiacciati. La vera pace dona l’equilibrio necessario per vivere in questo mondo che ha perso l’equilibrio.
Dona a noi Signore la tua pace, ma aiutaci a vivere in modo da poterla ricevere e custodire.
Don Matteo Perini parroco di San Pietro a Vaglia
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 maggio 2025
