BORGO SAN LORENZO – Questa settimana proponiamo una meditazione di don Luciano Marchetti, pievano di Borgo San Lorenzo, basata sul Vangelo di oggi, domenica 13 Settembre, e pubblicata sulla pagina Facebook dell’Unità Pastorale di Borgo San Lorenzo.
XXIV Domenica del Tempo Ordinario (A)
Siracide 27,33 – 28,9 Salmo 102 Romani 14,7-9 Matteo 18,21-35
Il male fatto si può cancellare? No. Resta lì, immutato. La storia lo registra in maniera indelebile. Pure la memoria personale non riesce a cancellarlo. Rimane con tutta la sua virulenza creando rabbia da parte di chi l’ha subito e sensi di colpa da parte di chi l’ha procurato. Il male non passa.
Ancor peggio. All’inizio, il male sembra poca cosa. Chi lo mette in atto non è consapevole del potenziale di deflagrazione di cui è capace. Con il passare del tempo, il male inasprisce sempre di più le sue conseguenze. È come una valanga: un semplice granello di ghiaccio diventa una montagna di neve.
Qualcuno crede che a seguito di un male si possa voltare pagina. Il servo della parabola immagina di poter restituire al padrone la somma del suo debito: “Ti restituirò ogni cosa”. Ma non è così. È talmente alto il debito che una vita non basta a recuperare tutto il capitale.
Cosa si può fare allora? L’unica possibilità è il perdono. Chiedere e dare il perdono. Che significa: il male è lì, in tutta la sua schiacciante verità, ma a me è data la possibilità di non permettergli di condizionare la mia scelta di amare a prescindere. Gesù ci chiede di “lasciar andare” l’altro dal tribunale della nostra mente. Non perché il male non sia accaduto, ma perché scegliamo di non farlo proseguire attraverso di noi, di non farlo diventare una triste eredità. Il male non si può rimediare. Il male lo si può solo perdonare.
Buona Domenica
Don Luciano Marchtti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 Settembre 2026




