BORGO SAN LORENZO – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta di don Cristhian Quintana, viceparroco di Borgo San Lorenzo.
Fratelli e sorelle oggi, nella XIV settimana del tempo ordinario, la Chiesa ci presenta il Vangelo secondo Luca, il quale racconta che: «Il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città». Il Signore invia avanti a sé i discepoli a due a due. Ne indica anche il numero, settantadue.
Gli studiosi dicono che erano tutte le nazioni allora conosciute, e quindi che l’annuncio da portare è universale, è per tutti. I discepoli vengono inviati non da soli, ma a due a due. Questo andare insieme sottolinea che il primo messaggio che portano è la pace tra loro, la comunione e non la solitudine.
Partono senza pane, né sandali, né denaro, senza nulla di superfluo. Senza cose. Fiduciosi solo nella presenza del Signore, confidando solo in ciò che la provvidenza dona loro. Partono per portare la pace ad ogni casa, ad ogni cuore, non imponendola ma proponendola, non pretendendola, ma donandola. La pace si annuncia a due a due, perché la pace non si può vivere da soli. La pace è relazione, comporta almeno un altro, molti altri, per essere vera.
Tutti noi conosciamo la nota espressione del filosofo inglese Thomas Hobbes homo homini lupus. Ogni uomo è lupo per l’altro uomo. Per il cristiano non è così. L’espressione deve essere convertita in “ogni uomo è mio fratello”, perché Dio non è Padre di figli unici, nel senso di singoli, ma di una grande famiglia: l’umanità. Ne consegue che dobbiamo cambiare noi stessi: da lupi ad agnelli, per essere fratelli.
Abbiamo ascoltato che i settantadue discepoli ritornano dalla missione e raccontano i prodigi che hanno potuto operare, hanno visto l’affermazione del bene sul male, l’accoglienza della pace. Tutto questo però non è merito dei discepoli, ma della presenza di Gesù nei loro cuori. I discepoli devono rallegrarsi non tanto per quello che hanno fatto ma perché i loro nomi sono scritti nel cielo, cioè nel cuore di Dio, la loro vita è al sicuro nelle mani del Padre, di Dio amore.
Buona domenica a tutti, il Signore vi benedica.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 Luglio 2025







