MUGELLO – Ogni domenica i sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa del giorno. Oggi è la volta di Luca Gentili, Diacono di Vicchio.
Allora lo lasciò fare.
Commento al Vangelo dell’11 gennaio 2026 – solennità del Battesimo del Signore – anno A
Matteo 3, 13-17
Che cos’è la giustizia? C’è una ferita nel cuore di ognuno di noi che chiede di essere sanata. Ci sono infinite ferite nel mondo che nessun uomo mai potrà far guarire. C’è un senso di privazione e afflizione in chiunque viva un lutto privato – che sia per la mancanza di una persona cara, o per un amore finito, per un’umiliazione – o pubblico – per le vittime della guerra, della fame, della malattia o per le umiliazioni subite da gruppi di persone o di intere popolazioni – che colpisce ogni coscienza umana: è come una promessa di vita che si infrange nella finitezza, nella precarietà e nella morte. Quanto male nel mondo! E quanti se ne fanno strumento!
La nostra domanda di giustizia è come il desiderio di tornare ad avere quello che abbiamo perso o ci hanno portato via, di tornare ad essere presenti alla realizzazione di una promessa che nemmeno abbiamo chiara in mente, ma che vorremmo abitasse ancora nel nostro cuore: bilanciare le sofferenze patite con gioie sovrabbondanti, riparare ciò che si è incrinato, recuperare ciò che si è perduto nel buio, vivere nella pienezza della pace.
Tutta la religiosità umana è legata a questo desiderio: che un dio o un messia vengano ad adempiere a questa promessa di vita piena così spesso delusa nella nostra esistenza.
Anche per Israele, anche nell’annuncio messianico di Giovanni al fiume Giordano c’era questa speranza di vita. La gente veniva da ogni parte della Giudea per farsi per farsi battezzare: un gesto di purificazione ma anche di rinascita, di volontà di uscire da una quotidiana logica meschina per andare incontro alla promessa di un regno di giustizia e di pace che si faceva prossimo alla sua realizzazione, quello di un messia che avrebbe battezzato in Spirito Santo e fuoco.
Ma qualcosa sconvolse Giovanni: “Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?”. Il purificatore che viene a farsi purificare? L’atteso che viene a prepararsi per l’attesa? La risposta di Gesù è centrale: «“Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia”. Allora egli lo lasciò fare.».
Che cos’è la giustizia, allora? Giustizia è la rimozione di ogni ostacolo alla comunione di Dio con l’uomo. E’ obbedienza a Dio ma insieme condivisione divina della condizione umana. Uscendo dall’acqua del fiume il Figlio prende tutto quanto l’uomo ha portato alla morte per annunciarne la rinascita. Ma non lo fa da prepotente, “non alzerà il tono” (Is 42,2), chiede l’adesione libera dell’uomo. Il Battista, santo fin dalla sua nascita (di San Giovanni celebriamo infatti anche la nascita a questo mondo, non solo a quello celeste), pieno di Spirito Santo e perciò libero, “lo lasciò fare”. Abbandonò la sua idea di messia, si disarmò di ogni pretesa, aderì alle parole ai gesti, alla concreta presenza del vero sposo, del vero Dio e vero uomo.
Ogni giustizia, ogni promessa divina e umana sono così riconciliate in Gesù e l’infinita potenza della Trinità può così manifestarsi nel gesto umile del Figlio, del Dio fattosi uomo per ritrovare l’uomo perso nella sua volontà di farsi come Dio.
In fondo anche noi, che da cristiani siamo chiamati ad annunciare con la nostra esistenza la buona notizia della venuta del messia, del Dio venuto ad abitare in mezzo a noi, abbiamo bisogno di disarmarci delle nostre pretese e di lasciare che si adempia la giustizia di quel Regno: non un regno in armi ed eserciti, non un regno di idee e ideologie, ma un regno in cui Dio attende (anche lui!) la creatura che con il battesimo è finalmente libera di poter dire il suo sì.
Anche noi, come Giovanni battista, possiamo adempiere ad ogni giustizia. Per la nostra vita, potremo dire di noi un giorno “Allora lo lasciò fare”?
Diac. Luca Gentili, Unità Pastorale di Vicchio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 Gennaio 2026



