
BORGO SAN LORENZO – Non si può dimostrare che quel giocatore avesse lasciato gli spogliatoi per unirsi alla rissa che si stava consumando in campo. Per questo è stato annullato dal Tar della Toscana il provvedimento nei confronti di un altro degli allora giocatori della squadra mugellana Asd Sagginale, per la rissa che si sviluppò il 12 Aprile 2025 al termine della partita tra Sagginale e Ideal Club Incisa, girone D, categoria Juniores provinciali, che si stava disputando sul campo di Grezzano (articolo qui). Sul quotidiano La Nazione di oggi, giovedì primo Ottobre, il vicepresidente del Sagginale Massimo Vichi ricorda che, in seguito a quella partita, cinque giocatori del Sagginale erano stati colpiti da Daspo nel settembre dello stesso anno, che due di questi provvedimenti sono stati tolti già a gennaio 2026 e che solo uno di questi giocatori è ancora nel Sagginale.
Adesso il Tribunale si è pronunciato sul ricorso di un altro giocatore, al quale era stato inflitto un Daspo della durata di due anni, con il divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono gli incontri di calcio e, in particolare, agli spazi adiacenti al campo sportivo “Bini Stefano” di Grezzano, dove quella partita si era giocata, in quanto il campo del Sagginale all’epoca era impraticabile per il maltempo.
In questo caso, la sentenza ripercorre i fatti accaduti ormai un anno fa, spiegando che l’atleta “era stato espulso al 37° minuto del secondo tempo per aver proferito nei confronti del Direttore di Gara la frase “lei deve morire”, comportamento quest’ultimo che determinava anche l’applicazione di una sanzione disciplinare sportiva consistente in una squalifica per quattro giornate”.
All’origine del Daspo vi sarebbe stato anche quanto accaduto nella fase post-gara: tafferugli che, però, la nuova sentenza riconosce essersi verificati dopo il fischio finale “e quindi oltre dieci minuti dopo l’allontanamento del ricorrente che si era portato negli spogliatoi”.
In particolare, il giocatore in questione era accusato di aver aggredito con calci e pugni l’allenatore della squadra avversaria. Ma adesso la sentenza che accoglie il suo ricorso e annulla il Daspo ammette la possibilità che potrebbe essere stato vittima di uno scambio di persona, dato che “sussistono dubbi in merito all’identificazione del ricorrente per quanto concerne l’asserita aggressione all’allenatore e, ciò, considerando sia la fase della ricognizione fotografica sia ancora in ragione del fatto che è accertato che il ricorrente non si trovava sul campo da gioco (luogo dove si sono verificati gli scontri), essendo stato in precedenza espulso”.
E anche la frase pronunciata nei confronti dell’arbitro viene giudicata non sufficiente a giustificare il Daspo. Per tutti questi motivi, insomma, il ricorso è stato accolto e il Daspo annullato.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 Ottobre 2026



