
Non avevano da tempo un’attività lavorativa, ma viaggiavano su tre auto di grossa cilindrata, anche se intestate a familiari, privi perfino di patente, i due fratelli arrestati due settimane fa nell’ambito dell’operazione antidroga condotta dai Carabinieri di Borgo San Lorenzo. Operazione che aveva visto l’esecuzione di cinque provvedimenti di custodia cautelare, di cui tre in carcere e due agli arresti domiciliari, con 25 perquisizioni domiciliari, nel corso delle quali erano stati recuperati altri 100 gr. di sostanze stupefacenti traendo in arresto altre due persone per detenzione ai fini di spaccio, tuttora agli arresti domiciliari. E nell’indagine erano emersi una cinquantina di clienti consumatori di cocaina nel comune di Barberino di Mugello ed altrettanti nel comune di Sesto Fiorentino, dove uno dei soggetti collegati al sodalizio aveva impiantato un proprio giro d’affari.
Ora Il nuovo fronte dell’indagine antidroga ha riguardato invece i patrimoni dell’associazione criminale e gli strumenti a disposizione degli indagati nel traffico illecito.
Sono stati così effettuati accertamenti patrimoniali per tutti gli indagati ed estesi a tutti i rispettivi familiari, accertando la sproporzione tra i redditi ed i beni su cui potevano contare i due fratelli F.E. indagati ed il loro tenore di vita. Le tre auto di grossa cilindrata, una Bmw, un’Audi e una Renault erano utilizzate per il traffico della droga, e così il G.I.P. ha emesso provvedimento di sequestro preventivo, per la successiva confisca, delle tre autovetture, che ieri mattina i Carabinieri hanno rintracciato a Barberino di Mugello, ponendole sotto sequestro.
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, febbraio 2015




