VAGLIA – È stata sicuramente una serata interessante e coinvolgente quella andata in scena venerdì 9 ottobre al ristorante Villa Vecchia di Pratolino, organizzata dal Lions Club Vaglia (articolo qui). L’incontro, dal titolo “Nepal: una meravigliosa terra ferita”, era infatti dedicato alla testimonianza del fotografo Stefano Lotumolo, sopravvissuto insieme alla compagna Valentina Piccinini, anche lei presente alla serata, all’inondazione dello scorso Agosto nel Paese asiatico. Alla serata sono inrtervenute varie autorità lionistiche e la sindaca di Vaglia, Silvia Catani. Il racconto dell’esperienza nepalese è stato proposto dopo un’ottima cena conviviale ed è stato introdotto dalla presidente del Lions Club Vaglia, Patrizia Braschi.
“Eravamo – ha raccontato Stefano, intervistato dal giornalista Nicola Di Renzone – proprio all’inizio della vallata, negli unici due pullman che si sono salvati. Quando è arrivata la bomba d’acqua, ci trovavamo a un chilometro dal confine tra Nepal e Cina. Per fortuna la valanga di acqua e detriti si è abbattuta sul versante opposto della montagna; noi l’abbiamo poi vista arrivare fino a trenta metri da noi. Tutti i pullman e tutte le auto che erano di fronte a noi sono stati spazzati via”. E aggiunge: “Poi l’acqua è tornata indietro perché era troppa e non riusciva a passare dalla stretta valle. È a questo punto che ha distrutto tutto il villaggio e anche il nostro pullman. Noi, insieme agli altri superstiti, abbiamo risalito la montagna fino ad alcune casette di pietra, dove abbiamo passato la notte”.
Così Stefano, insieme alla compagna che era con lui in Nepal, ha ricostruito la propria esperienza, mentre scorrevano le fotografie dei suoi viaggi, scattate proprio in Tibet e in Tanzania, tra il popolo Maasai. In quest’ultimo paese, grazie ai suoi viaggi, Stefano ha instaurato un rapporto diretto con una famiglia che vive in un villaggio nel deserto, e ha dato vita all’associazione “Radici Globali APS”, di cui è presidente. Si tratta di un progetto che unisce fotografia e impegno sociale: in quattro anni sono stati realizzati due pozzi alimentati a energia solare, oltre ad altri interventi nati dall’ascolto diretto dei bisogni della comunità.
Il tema della serata, infatti, non riguardava soltanto i fatti accaduti in Nepal, ma più in generale l’acqua, intesa come fonte di vita e raccontata nel progetto fotografico “Sorella Acqua”, che raccoglie dieci anni di vita trascorsi con i Maasai di Mkuru. L’acqua è stata raccontata anche come potenziale forza distruttrice, come accaduto in Nepal lo scorso Agosto quando, come raccontato da Stefano e Valentina, un pezzo di montagna si è staccato, trascinando con sé un ghiacciaio. Nel suo movimento lungo tre chilometri, da 5 mila a 2 mila metri di quota, il ghiacciaio si è sciolto, generando una bomba d’acqua mista a pietre e fango che ha percorso la vallata per 180 chilometri.
Ma la serata è stata anche l’occasione per parlare in maniera approfondita, grazie all’esperienza diretta di Stefano, della spiritualità buddista e induista di questi popoli, dei loro rituali, delle figure religiose e del loro significato. L’esperienza nepalese è diventata anche un libro. I proventi della vendita, così come quelli della serata organizzata dal Lions Club Vaglia, serviranno a sostenere il popolo tibetano tramite la Lions Club International Foundation, rappresentata nella serata dal PDG Francesco Cottini.

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 12 Ottobre 2026




















