DICOMANO – Il centrodestra ha proposto a Sergio Pietracito, presidente dell’associazione delle vittime del Forteto, di entrare in lista per il Comune di Dicomano in sostegno alla candidatura di Saverio Zeni. “È vero – afferma Pietracito – mi hanno avanzato questa proposta e la sto valutando, scioglierò la riserva nei prossimi giorni, entro il 10 Maggio”. Nell’attesa di conoscere l’esito della sua decisione gli abbiamo rivolto alcune domande.
Non proverebbe imbarazzo a candidarsi con una lista di centrodestra?
“Adesso no. Molti anni fa me ne avrebbe creato. Io vengo da una famiglia in cui erano tutti comunisti, sarebbe stata una cosa impossibile. Poi però questo imbarazzo è stato sempre meno. In questi anni ho chiesto aiuto a tutti ed ho bussato a tutte le porte. Ma mai un sindaco del territorio mi ha dato ascolto. Adesso, quindi, non provo più nessun imbarazzo. I fascismi sono altrove. Io credo che oggi il fascismo sia diventato questo. Il sentire l’arroganza di una parte che è al potere da tantissimo tempo e che si incancrenisce. Sembra che la gente abbia paura ad esprimere la propria idea, che questo faccia venire meno qualche interesse personale”
Cosa intende?
“Intendo dire che, ad esempio sulla vicenda del Forteto, la destra ci ha appoggiato ed ha agito per la ricerca della verità, mostrando autentica sensibilità. Ci era stato detto che la destra voleva strumentalizzare la cosa, ma non era vero. Dall’altra parte, a parte l’esponente regionale del Pd, Paolo Bambagioni, che però poi è stato osteggiato, ho trovato invece chiusura, reticenza e scostanza, soprattutto a livello locale. Per me sono quelli oggi i comportamenti fascisti. Il fascismo è anche il potere che si incancrenisce e crea timore nelle persone. Per me sono forme moderne di fascismo”.
E perché Dicomano? Lei vive nel Comune di Scarperia e San Piero
“A Dicomano ho visssuto tanti anni, anni importanti e dolorosi, quelli dell’esperienza del Forteto. La comunità di Dicomano in qualche modo aveva capito che qualcosa non andava, i cittadini ci sarebbero stati vicini. Ma poi è stato detto loro che tutto andava bene e che si dovevano tutelare i posti di lavoro. Ma questo per me è stato un pretesto, i posti di lavoro si potevano tutelare in altro modo”.
Cosa vorrebbe fare se venisse eletto?
“Intanto una delle prime cose che farei è avanzare subito le richieste risarcitorie ai condannati, cosa che l’amministrazione di Dicomano non ha fatto, e nemmeno l’Unione dei Comuni. Una volta arrivata la condanna avrebbero dovuto chiedere i risarcimenti in sede civile, per rivalersi sui condannati di quanto speso, con i soldi dei cittadini, per pagare gli avvocati. Dicevano che erano nullatenenti, invece alcuni dei condannati, tramite una società tramite una fiduciaria, adesso hanno acquistato fabbricati e terreni nei dintorni di Dicomano, è come se il Forteto si fosse spostato lì, e si tratta di personaggi che hanno avuto un ruolo principale. C’è tanto lavoro da fare ancora in questa vicenda. E’ una partita importante, Dicomano rischia anche di dover pagare i danni alle vittime in sede civile. Probabilmente ci saranno anche delle rivalse nei confronti del Comune di Dicomano per l’operato dei servizi sociali. Mi concentrerei quindi su questi aspetti. Poi ci saranno certamente anche altri problemi locali di Dicomano, che cercherò di approfondire”.
Una proposta?
“Lavorare sulla viabilità. A Firenze arrivano milioni di turisti, bisognerebbe riuscire a portarne in Mugello anche solo una parte, ma serve una viabilità adeguata. Abbiamo una enorme potenzialità ambientale e paesaggistica”.
In base a cosa deciderà se candidarsi o meno?
“Se accetterò lo farò in maniera convinta e ci metterò tutto l’impegno. Sto valutando proprio la mia possibilità di seguire bene la cosa in base agli impegni familiari e quelli legati all’associzione delle vittime. A breve dovrà partire la Commissione Bicamerale. Io sono ancora presidente e questa per me è una priorità che non può essere trascurata”.
Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 Maggio 2024
