FIRENZUOLA – Qual è la situazione per l’assistenza agli anziani in Mugello? Quale il ruolo svolto, in questo contesto, dall’Alto Mugello e dal territorio di Firenzuola, che è il comune della zona con il maggior numero di Rsa? Firenzuola, infatti, conta su 222 i posti letto disponibili, suddivisi tra la SS.Annunziata nel capoluogo, con 71 posti accreditati, Villa Valverde a Montalbano e Villa Le Ortensie al Covigliaio.
Di tutto questo si è parlato nei giorni scorsi in occasione degli eventi organizzati per i 70 anni dalla posa della prima pietra della casa di riposo SS.Annunziata, che per il suo radicamento in paese, per il servizio che svolge, e anche per l’aspetto occupazionale è un’istituzione importante. “Storicamente – nota il direttore della SS.Annunziata Gerarmando Randazzo – la Rsa di Firenzuola ha sempre avuto un ruolo centrale in paese, fin da quando sorse come ospedale. E dopo il bombardamento che rase al suolo il capoluogo, la comunità mise come priorità la ricostruzione della casa di riposo. Per questo abbiamo voluto celebrare la ricorrenza dei 70 anni dalla posa della prima pietra, con iniziative che hanno coinvolto il paese, come sempre cerchiamo di fare”.
Come detto, però, la situazione è complessa, e nelle varie strutture ci sono anche problemi aperti. Come a Villa Valverde, dove c’è un’agitazione sindacale in corso. E naturalmente, per tutti, c’è il problema dell’aggiornamento delle rette e della difficoltà per la copertura delle spese di gestione: “La Regione Toscana – nota Randazzo – è stata vicina nel periodo del Covid con il riconoscimento di quelle indennità previste per l’emergenza, ma finita l’emergenza la situazione è ritornata preoccupante per quanto riguarda le risorse economiche”. Per questo aspetto alcune richieste sono state avanzate tramite il sindacato Anaspe, che rappresenta le residenze sanitarie e che da anni porta avanti la battaglia della quota sanitaria che oggettivamente è inadeguata rispetto ai maggiori costi che negli ultimi due anni le strutture hanno dovuto sostenere, in particolare per il riscaldamento e i consumi di energia elettrica.
Eppure, come ha ricordato Randazzo, l’importanza sociale e occupazionale delle case di riposo firenzuoline è notevole: “La nostra struttura dà lavoro ad oltre cinquanta persone, ed è manodopera al 95% femminile”. Eppure, ha sottolineato: “Mancano sufficienti risorse umane, sul piano sanitario. La lontananza fa sì che il nostro territorio sia poco attrattivo: si pensi ai medici di medicina generale, che sono soltanto due, e devono seguire una popolazione in prevalenza anziana. E lo stesso vale per infermieri e operatori sanitari. Scontiamo anche un paradosso, quello di avere personale che è nato e vive a Firenzuola, ma che ambisce ad andare via per entrare in strutture pubbliche anche a costo di lavorare lontano da casa. Per noi è fondamentale avere sul territorio una presenza di specialisti, a cominciare dal geriatra e dal supporto psicologico, servizi dei quali siamo carenti”.
E quello della posizione geografica è un problema anche per l’assistenza sanitaria, con le strutture di Firenzuola che scontano il problema di essere fin troppo periferiche rispetto ai due presidi ospedalieri più vicini, quello di Borgo San Lorenzo e di Imola. “E questo crea un problema per lo spostamento dei nostri ospiti – nota il direttore della SS.Annunziata, quando sono necessari ricoveri o accertamenti. Ma anche reperire i medicinali non sempre è semplice, con la presenza, di fatto, di un’unica farmacia”.
Ma la SS. Annunziata guarda al futuro con fiducia e anche con prospettive di crescita dei servizi. “Il futuro – spiega Randazzo – lo vediamo sempre in un’ottica di stretta collaborazione con il Comune e la Misericordia. In particolare avremmo il desiderio di creare un centro diurno, e su questo stiamo lavorando, un centro che possa rispondere a una forte esigenza dei nostri anziani, di avere non solo servizi, come la fornitura di un pasto, ma soprattutto momenti di socializzazione. E ci piacerebbe portare questo servizio anche nelle frazioni, e precisamente a Piancaldoli, dove stiamo valutando l’opportunità di creare un luogo per gli anziani del paese”.
Intanto, alla Santissima Annunziata si continua a lavorare a iniziative che “aprano” la casa di riposo all’intera comunità. Dopo il successo del festival dello scorso anno, con “Quattro passi… portano a Firenzuola”, dove fu mattatrice l’attrice Daniela Morozzi, sta prendendo corpo l’idea di lanciare un Festival della Terza Età, che “possa parlare non solo di problemi ed emergenze – anticipa Randazzo – , ma anche degli aspetti belli e delle opportunità che si possono creare. Quattro serate di spettacoli, poesia, storia, concerti, teatro, incentrate su persone che si mettono in gioco e dimostrano che tante cose si possono fare anche con i capelli bianchi”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 Luglio 2024


