BORGO SAN LORENZO – Nella notte un malore si è portato via Paolo Timori. La notizia di un’improvvisa scomparsa che sta diffondendosi a macchia d’olio e che colpisce in profondità il vasto giro di clienti, che erano diventati un po’ anche amici, del Bar Italia in pieno centro a Borgo San Lorenzo.

Sfidando le frasi fatte, si potrebbe dire che ci ha lasciato come ha sempre vissuto, pensando al lavoro e alle cose da fare, tanto che già si racconta dell’ultima telefonata notturna a un collaboratore per chiedere di mettere fuori il lievito, perché probabilmente aveva in animo di fare qualcosa di non usuale. Il ritardo del suo arrivo al laboratorio ha allarmato tutti e il figlio, andato a cercarlo a casa, ha purtroppo fatto la tragica scoperta.

Sessantotto anni compiuti da poco (l’11 marzo), Paolo è stato un sinonimo di pasticceria; cresciuto nell’attività “Valecchi” di Via Mazzini, sin da giovane, saranno stati i primi Anni Ottanta, aveva raccolto la sfida dell’azienda e aveva intrapreso una attività insieme alla moglie Carla, cominciando a gestire il “Bar Italia” con i fratelli Cantini, a cui subentrarono nel corso degli anni.
Un sacco di idee, una spinta a crescere, il desiderio di ampliare, il gusto per il lavoro, nel tempo hanno trasformato il locale e lo hanno visto intento nel rilancio della “Panetteria Italia”, a poche decine di metri di distanza, a cui aveva dedicato tempo e risorse, per sperimentare forma di innovazione anche nell’arte della panificazione. E magari con tanti progetti nel cassetto che non si erano ancora concretizzati, per i mille motivi che nella vita ti obbligano a fare certe scelte anziché altre.
La mia conoscenza, stradecennale ma magari poco profonda, me lo sottolinea sempre gentile, affabile, il primo a salutare, raramente coinvolto in accese discussioni, come talvolta capita nei bar. Sempre un passo indietro, sempre con una parola a stemperare, che fosse la politica, la situazione del paese, la Juve, di cui era tifosissimo, e che ultimamente lo faceva penare, anche perché gli amici da avversari, sportivamente, si capisce, non si riguardavano certo nella rivalsa e nel dileggio, ancora più accentuato perché così raramente riscontrabile.

Un’alzata di spalle, un “ci rifaremo” e via, tra il laboratorio davanti, quello dietro e il locale, con la modestia del lavoratore, intento a mettere il cartone fuori o a adempiere alle mille esigenze del lavoro del piccolo imprenditore.
Socio da una vita di Confesercenti, non mancava di darti un consiglio o un parere, ma sempre evitando i riflettori, per il miglioramento della propria comunità. Spingendoti magari anche a un maggior impegno diretto, ma a quattr’occhi, senza metterti in imbarazzo.
Difficile rendersi conto, difficile crederci; mentre scrivo queste righe, infatti, mi sembra di stare in una novella. Paolo non c’è più. Il suo sorriso e il suo sguardo interessato e curioso si sono spenti.
La moglie e i figli, a cui ci stringiamo con affetto, e i dipendenti avranno un compito difficile, mantenere quel posto come una propaggine di casa, dove andare non solo a consumare, ma a fare due parole con gli altri, a dare un’occhiata distratta al giornale, a commentare di tutto e su tutti, come da manuale per “le chiacchiere da bar”. Oltre a loro mancherà anche a noi, a quel pezzo di paese che la ha visto affermarsi, a tutto il commercio. Non è un luogo comune: ci mancherai.
Massimo Biagioni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 Marzo 2021


1 commento
Massimo, bellissime parole per ricordare una persona speciale come il nostro Paolo.
Era davvero un buono, sempre sorridente e pronto per primo al saluto; un Grande professionista.
Un abbraccio a Carla e ai due figli, ci mancherai tanto Caro Paolo.