
VAGLIA – “Signor sindaco, adesso basta”: la RSU del Comune, la quasi totalità dei dipendenti e la CGIL Funzione Pubblica di Firenze scrivono una lettera aperta al sindaco di Vaglia Leonardo Borchi.
“Pochi giorni fa, in piena emergenza meteo, -scrivono dipendenti e CGIL- è apparso per l’ennesima volta un post sul profilo facebook del sindaco di Vaglia Leonardo Borchi in cui si getta totale discredito sui dipendenti comunali. Conoscendo la situazione in cui questi si trovano ad operare, le carenze di organico e soprattutto in considerazione del clima di caccia alle streghe e di gogna mediatica a cui i dipendenti pubblici sono spesso esposti, la Fp Cgil Mugello ritiene di sottoscrivere e rendere pubblica questa nota rivolta al Sindaco e condivisa con la RSU del Comune di Vaglia e i dipendenti comunali. Stando al tema delle emergenze, ad esempio, sarebbe utile tener conto del fatto che i dipendenti comunali, al pari degli altri, hanno il diritto di lavorare secondo un preciso modello organizzativo ed in assoluta sicurezza. Se il Sindaco ritiene opportuno, sotto la propria responsabilità, intervenire da solo armato di pala e motosega sono affari suoi, ciò non toglie che ai dipendenti sia dovuto il rispetto delle norme contrattuali ed in materia di sicurezza sul lavoro.
Ed ecco il testo della lettera:
Signor sindaco, adesso basta. Dopo quattro anni in cui Lei su Facebook ha periodicamente attaccato i dipendenti del Suo Comune, l’ultimo post apparso sul suo profilo ci costringe a scriverLe questa lettera aperta.
Le vogliamo qui ricordare che le norme che regolano i rapporti tra l’amministrazione e i dipendenti non valgono solo per il comune di Vaglia, ma sono norme nazionali; nascono negli anni novanta quando ci si accorge che la gestione politica va separata dalla gestione tecnica della macchina pubblica. Tale separazione è necessaria per evitare che la “politica” invada la sfera “gestionale e tecnica”. Lei dovrebbe sapere tutto ciò, visto che ha lavorato per oltre trenta anni nel Comune di Vaglia, facendo anche parte della R.S.U. (Rappresentanza Sindacale Unitaria), portando avanti richieste e aspettative dei dipendenti spesso disattese dalle amministrazioni di turno.
Vista la sua esperienza pregressa, le aspettative dei dipendenti del Comune di Vaglia erano alte, si aspettavano una completa ristrutturazione degli uffici del Comune e non la riduzione del personale da Lei operata mediante concessioni di nr. 4 mobilità senza scambio e mancate assunzioni nell’anno 2015 quando era permesso dalla legislazione nazionale. Il suo operato ha comportato la perdita definitiva di 5 posti di ruolo che il Comune di Vaglia non sarà più in grado di reintegrare. Nel suo post lamenta ancora una volta le inefficienze del comune da Lei amministrato, Le vogliamo ricordare che l’Amministrazione Comunale, di cui il Sindaco è a capo, ha l’onere di impartire le proprie direttive ai responsabili di settore fornendo loro le necessarie risorse. L’argomento del servizio di pronta reperibilità, di cui al suo post, è stato trattato da oltre 4 anni al tavolo delle trattative sindacali, al quale Lei partecipa come uditore (anche se di fatto gestore) senza giungere ad una conclusione, motivo per cui non è mai stato attivato il servizio. La Rsu ben conscia dei limiti della struttura organizzativa Le ha servito le soluzioni attuabili, che Lei ha regolarmente ignorato affermando che “costavano troppo”. Era stata proposta una prima soluzione con un piano di pronto intervento H24, istituendo la reperibilità per 5 mesi/anno per un costo approssimativo di circa 6\7 mila euro, i dipendenti avrebbero coperto il periodo mancante con una disponibilità volontaria. Allora è bene ricordare agli utenti di Facebook, che leggono i suoi post, che un dipendente, per un turno di reperibilità notturno, riceve circa 10 euro lorde in busta paga. Sempre per dovere di informazione è utile evidenziare che Lei ha deciso di finanziare per tale cifra (Euro 6.000,00) un progetto evidentemente molto più strategico per la sua amministrazione, il così detto “RT Ticket”. In breve è un programma finalizzato al controllo di tutte le segnalazioni e direttive che Lei invia ai singoli dipendenti, quasi sempre bypassando i Responsabili di Settore, gli unici investiti di tali responsabilità (art. 107 D.Lgs. 267/2000) e che ne rispondono in sede civile amministrativa e penale.
Le problematiche sopraelencate sono state ribadite nell’incontro tra Rappresentanza Sindacale Unitaria e Delegazione trattante di parte pubblica dell’8 febbraio u.s., come risulta dal verbale; in quella sede l’RSU Le ha ricordato ancora una volta la necessità di aggiornamento del piano di protezione civile comunale, in particolare per la parte del pronto intervento in relazione a:modalità di attivazione del personale tecnico, stipula di convenzioni con ditte esterne, eventuali adesioni al servizio intercomunale di Protezione Civile, etc… In merito l’Amministrazione Comunale non ha ancora preso una posizione definitiva evitando di fornire le necessarie direttive. Lei ha preferito invece chiamare i dipendenti a casa, nel cuore della notte, per presunte emergenze, ritenendo di possedere il diritto di farlo. Tale gestione, che Lei ha personalizzato all’estremo, si riflette negativamente su tutti gli uffici comunali, anche nei settori meno conosciuti al pubblico e non per questo meno importanti.
Noi dipendenti ci sentiamo in balia di una gestione approssimativa, fatta a braccio, che non consente di garantire alla cittadinanza servizi efficienti ed efficaci per i quali siamo i primi ad essere mortificati. Riteniamo invece che sia proprio grazie al senso di responsabilità, al buon senso ed all’impegno dei pochi dipendenti rimasti al Comune di Vaglia che questa amministrazione riesca, nonostante tutto, a gestire l’ordinario. Per concludere riteniamo che, in questi quattro anni, Lei abbia perso troppo tempo nell’attribuire le colpe e si sia molto preoccupato di cercare consenso sui social, anziché far tesoro dell’esperienza dei dipendenti comunali instaurando con loro un dialogo ed una collaborazione costruttiva.
Cordialmente,
la RSU, i dipendenti del Comune, la Funzione Pubblica CGIL Mugello




3 commenti
dipendenti che si schierano dietro il paravento della R.S.U nel momento delle emergenze come se in primis non fossero cittadini è proprio un brutto vedere. Il sindaco non è riuscito ad entrare in sintonia con il personale oppure non si è assoggettato nel corso degli anni al volere del personale!!!! Di certo è poco professionale coalizzarsi nell’emergenza x interessi personali, lasciando sempre i più deboli ad arrangiarsi. ma questa è la politica della sinistra????
È veramente paradossale scaricare sempre la colpa sugli altri, siano essi dipendenti o collaboratori. Se un sindaco ha creato un clima così avvelenato e distruttivo la responsabilità è prima di tutto sua. Chi parla sempre contro i dipendenti comunali, forse farebbe bene a ricordare che nel privato, se le cose non vanno, prima di tutto la responsabilità la hanno e se la prendono i dirigenti. È buona pratica, ormai consolidata di far lavorare le persone in maniera serena, perxhè chi lavora in un ambiente premiante , automaticamente lavora meglio. Le mele marce ci sono dappertutto e vanno colpite, ma non si puó mai generalizzare, solo perché uno è dipendente delle pubbliche istituzioni. Ultimamente invece di recepire le filosofie di gestione che vengono adottate dalle aziende sane ed etiche, da parte deigli amministratori si scaricano le responsabilità sui dipendenti.
Tutto giusto, ma…
Ci si scorda che fare il dipendente comunale, così come il sindaco o l’assessore, non è uguale a lavorare in un calzaturificio.
Per un dipendente comunale il datore di lavoro non è il Sindaco o “lo Stato”, ma sono i cittadini. E il compito di un dipendente comunale non è fare il compitino. Ma lavorare per rendere migliore la vita dei cittadini (che poi gli stessi dipendenti comunali sono cittadini…).
Quindi va bene le tutele sindacali e i diritti, però difronte ad un’emergenza occorrerebbe un po’ di elasticità in più. E occorrerebbe cercare di mettere da parte i risentimenti personali.
Considerando poi che le emergenze non rispettano gli orari stabiliti dai contratti…
Perciò se alle 6 della mattina c’è un albero caduto che blocca una strada importante bisogna che qualcuno si muova per toglierlo…
E quel qualcuno sarebbe meglio che fosse qualcuno pagato per farlo…
Altrimenti lo si dice subito, il Comune non serve a un tubo e lo si abolisce… Ognuno poi faccia per sè… Sarebbe anche un bel risparmio per tutti…
Buona giornata!
Massimo Parrini