E’ una situazione assurda, quella che stanno patendo la famiglia e gli amici di Simone Santilli, il ventisettenne borghigiano morto martedì scorso in un incidente stradale alle Caldine.
Perché, senza alcun motivo, non è stato possibile ancora fare il funerale, in quanto le autorità non hanno restituito la salma. La pratica giace sul tavolo di un magistrato a Firenze, che dovrebbe dare disposizioni per l’autopsia o per la riconsegna del corpo ai familiari. Sono passati ormai otto giorni, e niente il magistrato ha deciso.
Non è giusto. E’ inumano trattare cose così delicate e importanti in modo così burocratico e inefficiente. E ormai è certo che dovrà trascorrere Natale e Santo Stefano, perché le esequie non sono state ancora fissate.
Un dolore grande e aggiuntivo per i familiari e per gli amici di Simone. Alcuni di loro, Giacomo, Giada e altri, hanno voluto affidare a un pensiero scritto il ricordo dell’amico scomparso. Queste le loro parole:
“Musica di stile per esprimere te stesso e orecchio assoluto per capire i nostri accordi. Nessun vaccino al tuo sorriso virale e lo spirito giusto, rimedio ai momenti più duri. Le risate spensierate sul niente, gli abbracci fraterni, i sogni, i viaggi, prendono ora forma di un incontenibile fiume di emozioni che scorrerà sempre dentro di noi”.
© Il Filo, Idee e notizie dal Mugello, 24 dicembre 2014






