MUGELLO – Questa mattina, mercoledì 7 luglio, il Consiglio nazionale dell’Anci a Roma ha approvato all’unanimità il documento che il presidente Antonio Decaro, insieme ad una delegazione di primi cittadini, sottoporrà alla presidenza del Consiglio dei ministri come risultato delle richieste che i sindaci fanno al Governo e al Parlamento per richiedere maggiori tutele e rispetto per il loro lavoro. Tra i sindaci provenienti da tutta Italia presente anche il sindaco di Scarperia e San Piero Federico Ignesti.
“Negli anni in cui le istituzioni e il sistema dei partiti venivano travolti dalla bufera giudiziaria di ‘mani pulite’, l’introduzione dell’elezione diretta del sindaco ha consentito di creare un legame forte fra elettore ed eletto, rafforzando autonomia e responsabilità con l’obiettivo di rinnovare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Oggi – si legge nel testo del documento – i nostri compiti sono cresciuti in modo esponenziale in un contesto di riduzione di risorse umane e finanziarie, e in un quadro di regole spesso confuso e contraddittorio. Così i sindaci, nell’immaginario collettivo, sono i responsabili di tutto, al di là delle proprie effettive competenze. Per questo ci aspettiamo che il legislatore si faccia carico dell’approvazione rapida di alcune norme specifiche, che aiutino tutti noi a svolgere al meglio il nostro ruolo, soprattutto, in modo adeguato a quello che i nostri cittadini si aspettano.
Da anni si susseguono casi e fattispecie che vedono i sindaci, gli amministratori e i dirigenti destinatari di provvedimenti relativi a imputazioni di responsabilità in sede penale, civile, amministrativa ed erariale che si concludono nella stragrande maggioranza con archiviazioni. In questo contesto, emerge la debolezza o l’assenza del nesso di causalità fra la condotta censurata e l’evento, mentre i sindaci risultano sempre responsabili per l’esercizio o il mancato esercizio di un potere, molto al di là dei compiti e delle responsabilità. Sostanzialmente, chiediamo l’affermazione concreta di un principio di eguaglianza e di pari dignità con le altre cariche elettive e di governo”.
Su questi temi l’Anci ha elaborato sei richieste specifiche sull’adozione di norme che stabiliscano:
- Il medesimo regime sanzionatorio applicato agli altri organi elettivi e di governo in caso di procedimenti penali.
- La possibilità per i sindaci sopra i 20 mila abitanti di candidarsi in Parlamento, così come avviene per i Presidenti di Regione, esercitando successivamente il legittimo diritto di opzione.
- La possibilità per i sindaci sino a 5 mila abitanti di fare più mandati e sino a 15 mila abitanti di farne tre. Decideranno gli elettori/cittadini se quel sindaco ha fatto bene o male, come in ogni democrazia matura.
- Uno status giuridico ed economico proporzionato alle responsabilità e alle funzioni.
- Un intervento sui poteri di ordinanza sindacale, ai sensi degli articoli 50 e 54 del TUEL che delimiti la responsabilità, ai soli casi specificamente previsti dalla legge, di esercizio o mancato esercizio del relativo potere.
- Una precisa definizione che qualifichi l’attività di indirizzo politico e l’attività di gestione amministrativa.
“Non lo chiediamo per noi – scrivono i sindaci nel documento – lo chiediamo per l’Italia, perché se liberiamo i sindaci, si liberano le energie delle loro comunità”.
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 luglio 2021

