A qualcuno ci vorrebbe un bello sciroppo per il fegato. E una tazza di camomilla. Ci ha fatto una certa impressione (e anche gran dispiacere) constatare come la canonizzazione di Giovanni Paolo II (insieme a quella di Giovanni XXIII abbia suscitato commenti pieni di astio e critiche biliose. Pensieri che abbiamo letto anche su Facebook. Quasi che qualcuno fosse alla ricerca di uno sfogo, visto che da un anno, con Papa Francesco, non sono riusciti a sparare la solita dose di fango (all’inizio in verità ci hanno provato anche con lui ricorrendo perfino a notizie inventate) sulla Chiesa e sui cristiani. Un’acrimonia, va constatato con rammarico, che proviene quasi sempre da sinistra.
Giudizi ingiusti e faziosi, da gente smemorata. Perché la figura di Giovanni Paolo II nella storia del mondo e della Chiesa contemporanea ha un rilievo straordinario. E una forza spirituale grande: come non ricordare quanto ha toccato il cuore di tanti, giovani e meno giovani, la sua grande forza e passione a difesa dei più deboli. Ma oggi purtroppo si fa presto a dimenticare, e si affida il giudizio a qualche superficiale affermazione su Facebook o su twitter, strumenti che ci fanno sengtire partecipi e attori di una grande gogna mediatica, un tribunale supremo dove sparare sentenze di grande superficialità e spesso di grande mistificazione. Peccato…
