BORGO SAN LORENZO – Come ogni anno è atterrato ieri, mercoledì 21 agosto, poco prima delle 15.00 presso l’avio-superficie “Collina” a Figliano, lo stormo composto da ventinove ibis eremita.
E’ una specie che in Europa si è estinta quattro secoli fa e che ora si cerca di reintrodurre, attraverso questa iniziativa scientifica –finanziata dall’Unione Europea- che dura ormai da sei anni, promossa dal team austriaco Waldrapp.

Gli ibis sono letteralmente accompagnati nella migrazione verso sud: partono da Heiligenberg in Germania uccelli e persone della VI Migrazione Guidata dall’uomo degli Ibis Eremita. La specie, estinta in Europa ben 4 secoli fa, ogni anno viene a svernare in Toscana, all’Oasi di Orbetello. Il gruppo, che parte da Heiligenberg in Germania –quest’anno il 14 agosto-, fa tappa a Schnepfau, nel Voralberg austriaco, poi in Alto Adige a Sluderno, a Thiene e a Codigoro/Valle Gaffaro sul Delta del Po per poi giungere in Mugello, a Figliano. E da qui, dopo essersi riposati, gli bis affronteranno l’ultima tappa, fino ad Orbetello, dove sverneranno.
A causa del meteo non proprio idoneo al volo di questi giorni, probabilmente il gruppo ripartirà verso l’Oasi del WWF in Maremma solo nel weekend, concludendo per la sesta volta questo incredibile volo degli Ibis giovani e delle loro “guide” nei cieli europei. Sono infatti Anne-Gabriela Schmalstieg e Helena Wehner, le loro “mamme adottive” che durante l’anno accudiscono e creano un legame con i piccoli che poi parteciperanno a questa traversata per raggiungere gli esemplari più adulti proprio ad Orbetello. E sono loro a guidarli in volo, a bordo di due ultraleggeri, utilizzando anche un megafono come hanno fatto nelle scorse settimane durante l’addestramento, per rassicurare gli ibis e far sentire loro la presenza delle persone di cui si fidano.
A Figliano l’operazione Ibis ormai è di casa, e le giovani guide e gli ibis vengono accolti con tutte le attenzioni dai proprietari dell’aviosuperficie.
Un progetto che sta funzionando: sono ormai 120 gli ibis reintrodotti, e tutti portano un Gps sul dorso per poter essere rintracciati. Quest’anno, per la prima volta, quattro ibis “indossano” anche un dispositivo che permette di misurare la loro frequenza cardiaca, e di verificare il dispendio di energie in volo.
A.P.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 agosto 2019


