MUGELLO – Non siamo su “Scherzi a parte” ma poco ci manca. La vicenda del treno del sabato sera, improvvisamente scomparso, poi riapparso, ha quasi dell’incredibile. E presenta aspetti tragi-comici. E’ accaduta infatti sabato 13 luglio l’ennesima puntata del progetto presentato per avvicinare il Mugello a Firenze almeno durante il weekend. (Peraltro in loco pubblicizzato malissimo)
Il riassunto della puntata precedente già era sconcertante: impegno di una sperimentazione per sei mesi, peraltro finanziata da Regione e Unione dei Comuni, improvvisamente disatteso da Trenitalia che cancella il treno senza avvertire i partner pubblici. I quali peraltro, anziché fare tuoni e fulmini per la “fregatura” di Trenitalia, tacciono, salvo una dichiarazione del presidente dell’Unione che chiede alla Regione di intervenire duramente, senza però avere alcuna risposta.
E ora la nuova puntata: sabato scorso il treno notturno ricompare, pur non essendo quella coppia di convogli reinseriti nella App di Trenitalia che informa per ogni corsa binario di partenza ed eventuali ritardi. Ma quel che è più grave, perfino paradossale, lo ha raccontato una utente su Facebook: “Sono a Firenze e gli addetti ai treni regionali continuano a dire a tutti che l’ultimo treno di oggi sarà quello delle 20.50. Se gli addetti con la pettorina rossa non danno le giuste informazioni questa sperimentazione fallirà”. Incredibile! Gli addetti di Trenitalia non sapevano del treno notturno e hanno continuato a negarne l’esistenza.
Ma è possibile che una sperimentazione importante sia fatta con questi sistemi, tolgo il treno, rimetto il treno, incertezza assoluta? Certamente fallirà. E Trenitalia andrà a dire che c’erano pochi passeggeri. Una vergogna, solo una vergogna.
Il Filo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 luglio 2019



