BORGO SAN LORENZO – Il presidente della Fiorentina Handball e consigliere federale FIGH Giovanni Sorrenti: “A due anni dall’insediamento della nuova Giunta e dell’Assessore allo Sport, le società sono ancora alle prese con ritardi, spazi insufficienti e decisioni che sembrano già prese. E ora si profila anche una nuova revisione delle tariffe”.
A Borgo San Lorenzo lo sport continua a navigare a vista. A due anni dall’insediamento della nuova Giunta e dell’Assessore allo Sport, le società sportive si trovano ancora a fare i conti con una situazione caratterizzata da ritardi, incertezze, spazi insufficienti e continui cambiamenti.
Non è una questione di un singolo impianto o di un cantiere che procede più lentamente del previsto. Il problema è più ampio e riguarda l’assenza di una visione complessiva dello sport sul territorio: quale ruolo vogliamo riconoscergli? Quali prospettive intendiamo costruire? Come pensiamo di sostenere le società che ogni giorno, attraverso il lavoro di dirigenti, tecnici e volontari, garantiscono ai ragazzi opportunità di crescita, educazione e socialità?
A queste domande, ad oggi, non sembra esserci una risposta concreta. Si procede alla giornata, rincorrendo le emergenze e cercando di trovare soluzioni provvisorie a problemi che, ormai, provvisori non sono più.
Palestre: i rinvii continuano, la programmazione resta impossibile
Le vicende delle palestre di Borgo e Ronta sono emblematiche. I ritardi nei lavori, le date di consegna continuamente riviste e le difficoltà nell’utilizzo degli impianti hanno costretto le società sportive a riorganizzare più volte le proprie attività, con inevitabili ricadute sugli atleti, sulle famiglie e sugli allenatori.
Per la palestra della scuola media Giovanni della Casa, il cosiddetto Palacollina, la situazione si è ulteriormente complicata. Dopo le notizie di un possibile completamento a Gennaio 2027, la riunione del 14 Ottobre ha evidenziato che, in seguito all’integrazione degli interventi di efficientamento energetico, i tempi di conclusione dei lavori non sono ancora definibili.
Anche per la nuova palestra del Chino Chini si parla di una consegna indicativamente entro un mese (dopo l’ennesimo rinvio), ma restano criticità legate alla disponibilità di alcune attrezzature, che potrebbero limitarne inizialmente la piena funzionalità.
Nel frattempo, anche quest’anno le società hanno dovuto avviare le attività con orari provvisori e una disponibilità di spazi inferiore a quella richiesta e necessaria per garantire un’organizzazione regolare. Non si tratta di pretendere condizioni ideali: si tratta di poter programmare allenamenti, campionati e attività giovanili con un minimo di certezza.
Come si può chiedere alle società di lavorare seriamente, di investire sui giovani e di assumersi responsabilità educative, se non vengono messe nelle condizioni di sapere con quali spazi potranno contare e per quanto tempo?
Riunioni di comunicazione, non di confronto
Un altro aspetto che lascia perplessi riguarda il metodo.
Nella riunione del 27 Luglio, a poche settimane dall’avvio delle attività e della preparazione ai campionati per la nuovo stagione agonistica, è stato comunicato alle società sportive l’indisponibilità di alcune palestre per il protrarsi dei lavori. Quella del 14 Ottobre, convocata sempre da Vivi Lo Sport e dall’Assessore allo Sport, ha portato ulteriori aggiornamenti, ma anche nuove prospettive e modifiche da affrontare.
Il problema non è convocare le riunioni. Il problema è capire quale sia il loro reale scopo. Le società vengono chiamate a partecipare, ma troppo spesso si ha l’impressione che si tratti di incontri nei quali vengono comunicate decisioni già assunte altrove, presentandole poi come il risultato di un confronto condiviso. Partecipare a una riunione non significa condividere una scelta.
E ascoltare una comunicazione non equivale ad essere coinvolti nella sua elaborazione. Il confronto vero richiede che le osservazioni delle società vengano ascoltate, valutate e, quando possibile, recepite. Richiede un dialogo aperto, nel quale le diverse esigenze possano trovare spazio e le decisioni siano motivate anche alla luce delle ricadute concrete sulle attività sportive.
È questo che, a nostro avviso, continua a mancare.
E adesso si parla ancora di tariffe
In un quadro già così complesso, dalla riunione del 14 Ottobre emerge anche la prospettiva di ulteriori modifiche al regolamento per l’utilizzo degli impianti a stagione sportiva già avviata da due mesi. Tra i punti illustrati, la previsione che gli spazi assegnati, ma non utilizzati possano comunque essere addebitati, anche in caso di mancato utilizzo occasionale, salvo comunicazione preventiva. A questo si aggiunge la prospettiva di un aumento delle tariffe, già contestato da diverse società sportive e oggetto di precedenti interventi pubblici.
Siamo consapevoli che gli impianti abbiano costi di gestione e che sia necessario affrontare il tema della sostenibilità economica. Ma è difficile comprendere come si possa chiedere alle associazioni di sostenere ulteriori oneri in una situazione nella quale gli spazi disponibili sono ancora insufficienti, la programmazione è incerta e la qualità del servizio, almeno per quanto riguarda la continuità e la disponibilità degli impianti, è fortemente condizionata dai ritardi.
Quando le nuove tariffe e le relative disposizioni saranno formalizzate, sarà nostra cura analizzarle e verificarle nel dettaglio. Per ora, non possiamo che esprimere forte perplessità per una prospettiva che rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà delle società.
Perché le associazioni sportive non sono semplici clienti che affittano uno spazio. Sono realtà che svolgono una funzione sociale ed educativa, spesso grazie all’impegno volontario di persone che dedicano tempo ed energie alla comunità.
Quale futuro per lo sport a Borgo?
Da dirigente sportivo che vive questa realtà da molti anni, prima ancora che da presidente della Fiorentina Handball e Consigliere Federale FIGH, ritengo che sia arrivato il momento di affrontare il problema alla radice.
Non basta gestire l’emergenza. Non basta aggiornare le società sui ritardi. Non basta convocare incontri per comunicare nuove disposizioni.
Serve una visione. Serve una programmazione a medio e lungo termine. Serve un confronto stabile e rispettoso con le associazioni sportive, che conoscono quotidianamente le esigenze degli atleti, delle famiglie e del territorio.
Lo sport non può essere considerato soltanto una voce di bilancio o un’attività da collocare negli spazi che rimangono disponibili. È un investimento sulla salute, sull’educazione, sull’inclusione e sul futuro dei giovani.
A due anni dall’insediamento della nuova Amministrazione, le società sportive hanno il diritto di chiedere quale sia il progetto per lo sport a Borgo San Lorenzo. Ed hanno il diritto di aspettarsi risposte, non soltanto comunicazioni.
Perché senza una visione condivisa, senza certezze sugli impianti e senza un dialogo autentico, lo sport non può programmare il proprio futuro. Può soltanto continuare a navigare a vista.
Giovanni Sorrenti
Presidente ASD Fiorentina Handball
Consigliere Federale F.I.G.H.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 ottobre 2026





