MUGELLO – 29 maggio 1985. Una data divenuta tristemente storica per il mondo del calcio e non solo. Una data che doveva essere di festa, di tifo sfrenato, di “coppe, sogni e campioni” come cantava Antonello Venditti. Una data che è divenuta una delle pagine più nere della storia del calcio moderno. Ed in quella sera di maggio, a vedere la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool all’Heysel c’era anche Matteo Lucii, borghigiano tifoso bianco nero. Poco più di sedici anni, in trasferta in Belgio per tifare la sua squadra del cuore.
“L’Heysel era uno stadio inadeguato – ha sempre raccontato Matteo – Mi sono ritrovato schiacciato da due file di persone. Non so come ho trovato la forza per rialzarmi, sopra avevo un peso di 250 chili. Dopo ho cercato un telefono, ma nessuno mi permetteva di chiamare”.
Un evento che ha scosso nel profondo Matteo, tanto che a distanza di tanti anni continua ad essere protagonista di vari speciali ed interviste nella veste del “sopravvissuto”, come quello che stasera il Tg1 della Rai ha deciso di dedicare alla strage.
Inoltre Matteo l’anno scorso ha portato in scena il racconto di quella terribile notte con “+39” (articolo qui), uno spettacolo dove un hooligans ingelese, un tifoso italiano ed un poliziotto belga raccontano il loro avvicinarsi alla sera del 29 maggio 1985, in un intreccio di parole e situazioni sempre più serrato fino al momento del buio e del dolore.
Andrea Pelosi
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 maggio 2020





