“Da 36 ore la terra non trema, e finalmente abbiamo potuto riposare un po’. E stanotte siamo tornati a dormire in camera.” Niccolò Lapi e Matteo Stelloni in questo momento, scriviamo intorno alle 16, stanno preparandosi a partire per l’aeroporto di Kathmandu. Stamani hanno incontrato i responsabili dell’Unità di crisi inviata dal Ministero degli Esteri italiano che hanno detto loro di star attendendo solo l’autorizzazione delle autorità nepalesi per atterrare con l’aereo italiano. E qualche ora dopo è arrivata l’attesa notizia: partenza alle ore 21.20, ora locale. Tra poco più di un’ora, insomma.
Ai due giovani non è stato detto dove sarebbero atterrati. Forse Abu Dhabi. Ma adesso le famiglie sono state avvertite dal Ministero degli Esteri che il volo arriverà, domani mattina a Milano.
Sulla situazione del post-terremoto non hanno molte notizie da dare: “Sulla situazione delle periferie abbiamo solo racconti -dicono- ma non abbiamo mai potuto andare. Ci è stato detto che il cibo e l’acqua stanno iniziando a scarseggiare. mentre qua in centro stanno riaprendo i negozi. Ma ci sono tanti edifici dove non hanno ancora iniziato a scavare. Sappiamo poco, in generale, se non quello che leggiamo sui giornali.”
“Ieri -racconta ancora Niccolò- abbiamo aiutato un gruppo di volontari che stavano cercando medicine, tende e vestiti. Ma erano ragazzi, niente di ufficiale, un nepalese e ragazzi stranieri. Il che ci fa pensare che i canali ufficiali siano insufficienti. Noi gli abbiamo dato le nostre medicine, e anche altri hanno fatto così. Avevo una busta di medicinali”. Servirà sicuramente più a loro”.
“Devo dire che siamo veramente tranquilli. Qui c’è l’acqua, l’elettricità. In fondo siamo stati molto, molto fortunati. Noi abbiamo patito la paura del terremoto, ma poi non ci è mancato niente. E’ il Paese che è in ginocchio…”
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, 29 aprile 2015




