FIRENZUOLA – L’ex sindaco di Firenzuola commenta la vicenda legata agli spettacoli dell’Arcivio Zeta al Cimitero Germanico della Futa.
Premessa doverosa: ai titolari di Archivio Zeta non sono mai risultato simpatico. Forse per un’antipatia personale, o forse per il mio orientamento politico, o magari perché con l’insediamento a Firenzuola della nostra Amministrazione ci fu ad un deciso ridimensionamento dei contributi, che invece le Giunte precedenti avevano legittimamente scelto di erogare negli anni passati, per un totale di oltre 100.000 euro, ad Archivio Zeta per le attività svolte, preferendo una redistribuzione delle poche risorse disponibili a favore anche di altre associazioni. O forse più semplicemente per la nostra scelta di interrompere il contratto tra il Comune ed Archivio Zeta, che a fronte di un contributo annuo, se non ricordo male, di 15.000 euro/anno, doveva organizzare una scuola di teatro, “il Posto delle Fragole” ricordato dai firenzuolini soprattutto per qualche carro allegorico durante una “Aringata” di quel periodo, che per le attività realizzate. Ciò tuttavia non mi ha impedito di essere stato 5/6 volte tra i 70.000 spettatori paganti che hanno assistito alle notevoli rappresentazioni teatrali nel Cimitero della Futa.
Delle implicazioni su “rispetto dei defunti”, “impoverimento culturale”, “messaggio di pace” che il mancato rinnovo del contratto tra Cimitero Tedesco ed Archivio Zeta potranno comportare, hanno già parlato e scritto fior fiore di politici, artisti, intellettuali ai quali, come direbbe il Presidente PD Bonaccini, un semplice diplomato, tra l’altro cresciuto a pane, cemento, asfalto, “Trinità”, “Jonny Stecchino”, “Fantozzi” e “Forza Viola” come il sottoscritto non si permetterebbe mai di controbattere. Voglio pertanto porre l’attenzione su due temi che non sono stati minimamente affrontati dal dibattito pubblico ma che hanno, a mio avviso, implicazioni molto più importanti di quanto si creda: il Diritto di Proprietà e l’attività economica d’impresa.
Da un lato abbiamo il Cimitero Germanico che rivendica il diritto Costituzionale di disporre, una volta scaduto il rapporto contrattuale, dei propri beni in modo pieno ed assoluto, senza dover per forza accampare motivazioni o subire ingerenze. Dall’altro abbiamo una impresa economica (culturale si ma pur sempre economica), che nel corso di questi 23 anni, in virtù del proprio lavoro, ha meritoriamente fatturato cifre importanti, probabilmente vicine a 1.500.000 di euro (70.000 spettatori, fonte Assessore Regionale Manetti, per un prezzo medio di 20 €/cad.), che a seguito del mancato rinnovo del contratto di locazione vede perdere una componente fondamentale per portare avanti la propria attività. Nessuno credo possa negare che il grande successo di pubblico e conseguentemente economico sia dovuto principalmente alla professionalità di registi, attori e opere trattate, ma anche alla location del Cimitero indiscutibilmente determinante. Da qui la comprensibile ricerca per Archivio Zeta del supporto di politici ed Amministratori affinché mettano in campo tutta la loro influenza e diplomazia per provare a convincere l’Azienda Tedesca a ritornare sui propri passi. Si tratta di azioni che condivido pienamente, quando si tratta di sostenere qualsiasi Azienda che vede a rischio la propria sopravvivenza economica per mancato rinnovo del contratto di affitto dell’immobile sul quale esercita la propria attività. Ogni iniziativa ed interessamento di politici ed Amministratori è lodevole e condivisibile e mi aspetto altresì medesimo supporto pubblico e mediatico ogni qual volta un’impresa, un bar, un negozio si vedano costretti a chiudere perché il proprietario ha deciso di non rinnovargli il contratto di locazione.
Claudio Scarpelli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 settembre 2026



