MUGELLO – E’ morta ieri, all’età di 89 anni, Tina Anselmi, staffetta partigiana diciassettenne, dirigente sindacale, membro dell’Unione Femminile Europea, esponente di spicco della Democrazia Cristiana; prima donna Ministro della Repubblica, titolare del dicastero della Sanità e poi del Lavoro, Presidente della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2; più volte candidata in pectore al Quirinale, donna di profonda fede cristiana e di specchiata correttezza morale.
Ricordiamo con affetto la sua figura perché Anselmi è stata almeno un paio di volte in Mugello. Nel 1994, ospite proprio del “Filo” e dell’associazione “Idee e Vita” quando al teatro Giotto di Borgo San Lorenzo presentò il libro di don Rodolfo Cinelli, “Per non dimenticare Casetta di Tiara” (articolo qui).
E Bruno Becchi, nostro collaboratore, l’ha ricordata su Facebook con le parole riportate all’inizio di questo articolo. Aggiungendo anche che Tina Anselmi era appassionata lettrice di don Milani.
E qui la vediamo proprio a un convegno tenutosi a Vicchio nel 2003, in occasione dell’ottantesimo della nascita del priore di Barbiana, con (da sinistra) Salvatore Nocera, Bruno Becchi, Tina Anselmi, mons. Luigi Bettazzi e, al leggio, il prof. Tullio De Mauro. “Un altro pezzo di Repubblica – nota Becchi – che purtroppo se ne va!”
E aggiunge: “Anzi in più e di nuovo posso dire che un collega di Castelfranco Veneto, che abitava non lontano da lei, mi raccontava, già una quindicina di anni fa, di incontrarla spesso la mattina, con la sporta al braccio e l’atteggiamento di una massaia a fare la spesa nel negozio di alimentari del paese. Tina salutava tutti con fare molto gentile da semplice compaesana. E pensare – continua Becchi – che era o per lo meno era stata una delle figure più importanti di quella che viene definita – da alcuni con disprezzo e da altri con rimpianto – la prima Repubblica. Se il nostro Paese e la nostra civiltà hanno fatto grandi progressi nel cinquantennio successivo alla fine della Seconda guerra mondiale, gran parte del merito è anche di uomini e donne come Tina Anselmi che, fin dal durissimo periodo del ventennio, si sono fatti guidare nelle scelte politiche dagli ideali di libertà, di giustizia, di bene ed interesse comune, da saldi principi etici e, nel caso di Tina Anselmi, anche dalla luce di una incrollabile fede cattolica, vissuta con semplicità, essenzialità, interiorità e senso della misura”.
Il Filo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 novembre 2016







