
MUGELLO – Qualche settimana fa sono partite per l’Africa per la missione in Costa d’Avorio anche tre giovani professioniste sanitarie mugellane Maria Chiara Barletti, Costanza Pietretti e Margherita Ciappelli, insieme a don Antonio Lari e a Luca Margheri, presidente dell’Associazione solidarietà missionaria onlus che da diversi anni porta avanti l’importante Progetto Ippocrate in sostegno all’opera di don Poggiali in quei territori.

Tutte concordano nel riconoscere che l’Africa sia una realtà differente dalla nostra, impossibile da immaginare: “La prima cosa che colpisce – dicono – è la loro gioia nonostante regni la povertà. Quando i bambini ti guardano con quegli occhi, ti riempiono il cuore”.

“Abbiamo notato – racconta Maria Chiara Barletti – che, rispetto ai nostri che vogliono giocattoli o sempre di più, qua i bambini chiedono del cibo. Il semplice gioco delle bolle, che poi si tratta solo di acqua e sapone, sembra loro veramente chissà che cosa. Erano felicissimi, con la gioia negli occhi. Per quanto riguarda la nostra professione, l’infermiere qui è differente, in quanto può prescrivere farmaci e formulare diagnosi. Ha quindi molte più responsabilità che da noi, è come un medico”.

“Lavorando all’interno del Progetto Ippocrate – prosegue Margherita Ciappelli – ci siamo rese conto che è un servizio molto utile, in quanto riesce a raggiungere villaggi sperduti nei quali abitano persone che non avrebbero la possibilità di raggiungere un ospedale. E’ un mondo quasi parallelo al nostro, queste persone avranno bisogno di questo sostegno per tanti anni, c’è carenza di qualsiasi cosa. Uno dei problemi maggiori qua è la mancanza di igiene, che posta una serie di problemi legati alle varie malattie che si scatenano in questi posti. Tutto ciò ovviamente è correlato alla povertà”.

“Un’altra cosa che abbiamo notato – conclude Costanza Pietretti – è che la composizione della famiglia è di tipo patriarcale, quelli più rispettati sono gli anziani, ultimi i bambini. Quando c’è da fare un lavoro, piccole cose, le prime persone che sono chiamate sono proprio loro”.





Fabrizio Nazio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 febbraio 2018




