MUGELLO – Ha destato varie proteste, tra i viaggiatori, il fatto che questa mattina, martedì 4 Agosto, il treno delle 6.05 da Borgo San Lorenzo per Firenze Santa Maria Novella sia stato soppresso a Fiesole Caldine per non meglio specificati “problemi sulla linea”, con i passeggeri costretti ad arrangiarsi in qualche modo per continuare il proprio viaggio. Di questo, e degli altri problemi della linea, abbiamo parlato con il referente del Comitato pendolari “Mugello, attaccati al treno”, Massimo Rossi.
Cosa è successo stamani?
“Niente di particolare, purtroppo. Ormai tutti i giorni, da quando la linea è stata riaperta, c’è un treno soppresso o in ritardo. Non è una cosa straordinaria”
Come si inquadra però?
“I guasti devono essere calati in una situazione oggettiva di difficoltà. Quasi tutti i treni, ad esempio, viaggiano ormai in composizione singola, questo significa sovraffollamento, anche perché in questa stagione sui treni vengono portare varie biciclette. E in alcuni casi le bici sono del tipo che non si possono appendere ai ganci; ad esempio quelle elettriche prendono uno spazio enorme. Poi ci sono i turisti, che non sanno dove mettere le valigie. In caso di incidente sarebbero ostacolate le vie di fuga”
Altri problemi?
“L’aria condizionata spesso guasta. Se ad un convoglio si rompe il sistema di condizionamento non viene fatto rientrare, ma deve finire almeno la giornata con tutte le sue corse. Non c’è manutenzione e non c’è ricambio”.
Non dovevano arrivare i treni blues?
“Questo è un altro punto dolente. Dopo il deragliamento di Dicomano, pare che andranno tutti sulla via Pontassieve, anche se erano stati promessi alla Faentina. Però loro non hanno subito i danni legati all’Alta velocità che ha subito il Mugello”.
In che senso?
“Nel senso che questi treni, annunciati già tre volte, vengono da lontano. Inizialmente, come opera compensativa per i danni dell’alta velocità, che ha lasciato il Mugello senz’acqua, si era parlato di un raddoppio parziale della linea, per facilitare gli scambi, e di tutti i treni nuovi. Poi è andata come è andata, e adesso siamo qui ad attendere questi treni che pare andranno invece sulla Via Pontassieve. Intendiamoci – conclude – non vogliamo fare la guerra tra poveri, però ci erano stati promessi”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 Agosto 2026

