
SAN GODENZO – Svolta nelle indagini, fino ad ora andate avanti nel più stretto riserbo e sottotraccia, per la morte di Franka Ludwig, la 52enne tedesca che abitava a Montorsoli con il compagno e un figlio di pochi mesi, e che lo scorso 2 Luglio fu trovata morta, con profonde ferite alla testa e ad un arto, ai margini di una strada sterrata, la Sp 95, nella zona della fonte del Borbotto, vicino alla frazione di Castagno d’Andrea, alle pendici del monte Falterona (articolo qui).
I Carabinieri della compagnia di Pontassieve infatti hanno fermato il compagno 51 enne Emiliano Milza, e l’amica 59enne Simona Hirsch, che quella mattina sarebbe dovuta uscire con la vittima per la passeggiata. L’ipotesi accusatoria nei loro confronti è molto grave: omicidio premeditato. Secondo gli inquirenti, il movente sarebbe stato quello di incassare i soldi delle assicurazioni sulla vita di Franka. La donna, in Germania, gestiva un centro estetico, ma da alcuni mesi abitava a Montorsoli con il compagno, impegnato nel settore della ristorazione, e con il figlio piccolo.
Secondo l’ipotesi accusatoria, Franka sarebbe stata prima narcotizzata con un farmaco, si pensa al benzodiazepine, e poi portata sulla strada di montagna, dove sarebbe stata finita colpendola con una pietra per simulare un incidente stradale con omissione di soccorso. Una simulazione che non ha però convinto gli inquirenti.
I Carabinieri spiegano che, l’uomo sarebbe stato l’ideatore, organizzatore e mandante, e la donna l’organizzatrice ed esecutrice materiale. I militari ricostruiscono anche la storia della coppia formata da Emiliano Milza e Franka Ludwig, spiegando che l’uomo, che aveva conosciuto la vittima nel 2016, l’avrebbe sottoposta fin da subito, al fine di sottrarle denaro, “a un lungo processo di manipolazione affettiva culminato con l’induzione al concepimento, tramite ovodonazione eterologa, di un figlio nato nel 2025″. Continua la nota dei militari: “Dopo avere acquistato, ad appena un mese dalla nascita del figlio, ben cinque polizze assicurative sulla vita della Ludwig versando la prima rata semestrale e pattuendo una clausola di triplicazione dell’importo assicurato in caso di decesso dovuto ad incidente stradale (per un indennizzo complessivo di oltre tre milioni di euro), nel corso di un soggiorno turistico organizzato con il rassicurante coinvolgimento dei genitori, l’uomo avrebbe convinto la vittima ad effettuare una passeggiata all’aria aperta nei boschi del monte Falterona in compagnia della propria complice. La mattina del 2 luglio, dopo averle somministrato occultamente una massiccia dose di ipnotico benzodiazepinico, l’uomo sarebbe uscito di scena affidando la fase esecutiva alla complice, che ha trasportato la vittima in stato di semi incoscienza a bordo della propria auto fino a raggiungere un tratto di strada isolato sul monte Falterona, scaricato il corpo sul ciglio della strada lo avrebbe ripetutamente colpito al capo con una grossa pietra, sormontandolo poi con il veicolo, prima di abbandonarlo, allo scopo di simulare le tracce di un sinistro stradale”.
A mettere in allarme i Carabinieri erano stati proprio alcuni particolari. Come il fatto che l’amica, che doveva andare a camminare con lei, all’ultimo momento avesse accampato il motivo di un piccolo infortunio per giustificare la propria assenza. Poi il fatto che le suole delle scarpe di Franka apparivano pulite, senza terra e sassi come ci si potrebbe aspettare dopo una lunga camminata. C’erano invece tracce di vomito, cosa compatibile con il fatto che fosse stata narcotizzata.
La svolta, infine, è arrivata dall’autopsia eseguita dal medico legale Susanna Gamba, che ha evidenziato proprio la presenza di tracce di narcotici. Queste sostanze sarebbero state somministrate a Franka all’interno della casa vacanze dove risiedeva il gruppo insieme agli anziani genitori di lei, arrivati in Italia per trascorrere un periodo di riposo con la figlia ed il nipotino.
Poi la donna, come detto, sarebbe stata trasportata in auto fino alla zona del Borbotto, e qui finita e abbandonata. Ieri mattina il lungo interrogatorio di Emiliano Milza, al termine del quale per l’uomo è scattato il fermo, così come per l’amica Simona Hirsch, che abita a Firenze dove è attiva nel settore della grafica e della promozione di eventi.
I due attualmente si trovano al carcere di Sollicciano, e nei prossimi giorni dovranno comparire davanti al giudice. A loro sono contestate, a vario titolo, di maltrattamenti aggravati contro i familiari, truffa aggravata e frode assicurativa. Coinvolta nell’indagine anche una commercialista, indagata a piede libero, che avrebbe aiutato Milza con le assicurazioni. Spiega in merito la nota dei Carabinieri che questi hanno anche eseguito perquisizioni “a carico di un consulente del lavoro fiorentino, indagato per concorso in frode assicurativa, in quanto avrebbe aiutato il fermato nell’individuazione delle compagnie di assicurazione e degli agenti cui rivolgersi per la stipula delle polizze”. L’inchiesta è condotta dal PM Andrea Cusani.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 Gennaio 2026






1 commento
Pingback: “Scusa ma ho dovuto ammazzarti”, captata da una cimice la confessione del delitto di San Godenzo – Il Filo – notizie dal Mugello