MUGELLO – Secondo Piera Ballabio, di Italia Nostra, porteranno via da Bilancino l’acqua destinata a Prato, con un tubo. Tornerebbe così la vecchia storia del “tubone”, che tanti anni fa si voleva installare per portare via dal Mugello l’acqua destinata all’area fiorentina. Allora vi fu la mobilitazione di movimenti ed enti locali, e non se ne face di nulla. Ora il progetto torna d’attualità, secondo quanto denuncia sulla sua pagina Facebook, Ballabio, ex-capogruppo della lista ambientalista Libero Mugello.
Ma Publiacqua smentisce. “Ballabio -dice Simone Barni, vicepresidente di Publiacqua- fa grande confusione. Perché nel piano degli investimenti di Publiacqua non c’è nulla del genere. Quella era una vecchia ipotesi della Regione Toscana per fronteggiare le crisi idriche dovute a siccità, un piano che prevede l’interconnessione di tutte le infrastrutture idriche. L’acqua è un bene comune, e quindi è giusto condividerlo con chi ce ne ha meno”. Barni continua: “Questo piano doveva essere finanziato con miliardi dall’Unione Europea, e prevedeva vari interventi, tra cui un dissalatore a Livorno e un nuovo invaso. Le uniche cose rimaste sono l’interconnessione a Montedoglio – Siena, e l’implementazione della falda idrica pratese. Perché il nostro obiettivo è rendere Prato autosufficiente, sfruttando il grande oceano d’acqua che c’è sotto la città”.
Vediamo cosa scrive Ballabio su Facebook:
“Quando il lago fu costruito, grazie alla pressione popolare, si è evitata la costruzione di un tubo dall’invaso a Prato. I rilasci dal lago oggi scendono lungo la Sieve e arrivano all’acquedotto dell’Anconella. Di lì parte l’autostrada dell’acqua che conduce a Prato e a Pistoia. Questo ci ha permesso di mantenere viva la Sieve che è diventata fondamentale per gli acquedotti di Luco, Scarperia, Grezzano, Panicaglia, ecc. che hanno visto drenata l’acqua dei torrenti a causa dell’Alta Velocità. La costruzione del tubo è prevista nel piano degli interventi strategici della Autorità Idrica Toscana, in cui è presente il sindaco di Borgo. E’ previsto un prelievo diretto sul lago: la condotta arriverà a Calenzano tramite la galleria dell’autostrada in costruzione. Il costo è di 25 milioni e tra 5 anni entrerà in funzione. Di fronte alla siccità che l’effetto serra ci sta regalando, immaginiamo alti prelievi con il rischio di un veloce abbassamento delle acque di un lago già basso. Ma sono stati fatti calcoli sui benefici o sui danni provocati da questa scelta? O come spesso accade negli ultimi anni è la sola convenienza immediata a farla da padrone? Di seguito la scheda del piano strategico”
INTERVENTO “J”
BILANCINO SU PRATO
Descrizione del progetto
Il progetto prevede di alimentare la centrale di potabilizzazione di “Le Bartoline” situata a Calenzano con acqua prelevata dal Lago di Bilancino utilizzando la galleria che deve essere realizzata da Autostrade per l’Italia. L’intervento consiste nella realizzazione di una presa sul Lago di Bilancino e di una condotta di adduzione fino a Prato. La quota di prelievo dal Lago di Bilancino è prevista a circa 252 m.s.l.m.; dall’opera di presa la risorsa sarà spinta per circa 6 Km fino al serbatoio di carico situato all’imbocco della galleria, che si ipotizza a quota 365 m.s.l.m.; dal serbatoio è prevista una condotta inserita in cunicolo nella galleria per circa 7,70 Km fino allo sbocco posto a quota 162 m.s.l.m. e dallo sbocco la condotta sarà prolungata per circa 4 Km fino alla centrale di potabilizzazione di “Le Bartoline”, posta a quota 68 m.s.l.m., rendendo possibile, in
questi due ultimi tratti, la produzione di energia elettrica che potrebbe pareggiare quanto assorbito in fase di pompaggio.
Obiettivi generali dell’intervento
Questo progetto mette a disposizione l’acqua dell’invaso di Bilancino ad altri territori toscani, eliminando la dipendenza da risorse locali spesso stressate o che, in caso di periodi siccitosi, possono andare in crisi.
Territorio Interessato: Prato, Firenze, Pistoia, Agliana, Quarrata, Calenzano, Campi Bisenzio, Montale, Sesto Fiorentino, Signa, Montemurlo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 giugno 2017



3 commenti
Spero vivamente che tale progetto non riduca anche la Sieve come il Carza, ricordo infatti che in realtà il drenaggio della Galleria Vaglia che ha prosciugato il bacino del Carza alimenta già a Sesto Fiorentino l’acquedotto della Piana. In realtà il famoso tubo è già stato realizzato con la TAV.
Sul Carza non riusciamo ad ottenere un finanziamento per recuperare il Deflusso Minimo Vitale e penso proprio che l’idea di prosciugare anche la Sieve a valle di Bilancino sia semplicemente una follia. Allarmi accesi perchè se il progetto del Tubo è nelle opere di Autostrade, magari come compensazione ed accordo, il percorso è esattamente come con TAV. Si fruttano le Grandi Opere per accordi sulla gestione idrica ed il Mugello, anello debolissimo dell’ingranaggio rischia tanto. Invito i Ns. amministratori a vigilare attentamente ed i Mugellani ancor di più
Piera Ballabio La scheda è nell’allegato n. 1 Delibera n. 7 del 31 marzo 2016 Capitolo 8. Il Piano degli interventi strategici della Autorità Idrica Toscana. Publiacqua sostiene che quella era una vecchia ipotesi della Regione Toscana per fronteggiare le crisi idriche dovute a siccità, un piano che prevede l’interconnessione di tutte le infrastrutture idriche”. A parte l’assurdità di interconnetere la rete idrica approvigionandosi dalla stessa fonte, ma se questo è un progetto vecchio e non affrontabile mi domando perchè approvarlo nuovamente nel 2016. C’è quindi la volontà dell’AIT di realizzarlo a tutti i costi. E se avessero trovato il denaro sicuramente l’opera sarebbe stata inserita nel piano di Publiacqua. Il problema vero è la trasparenza: nessuno ha informato di questa volontà il territorio così gravemente provato dalla TAV (a Grezzano i rilanci sono fermi e nel torrente scorrono solo i liquami delle fogne). Sarà il caso comunque di chiedere l’eliminazione dell’opera dal piano degli interventi strategici.
La scheda è nell’allegato n. 1 Delibera n. 7 del 31 marzo 2016 Capitolo 8. Il Piano degli interventi strategici della Autorità Idrica Toscana. Publiacqua sostiene che quella era una vecchia ipotesi della Regione Toscana per fronteggiare le crisi idriche dovute a siccità, un piano che prevede l’interconnessione di tutte le infrastrutture idriche”. A parte l’assurdità di interconnetere la rete idrica approvigionandosi dalla stessa fonte, ma se questo è un progetto vecchio e non affrontabile mi domando perchè approvarlo nuovamente nel 2016. C’è quindi la volontà dell’AIT di realizzarlo a tutti i costi. E se avessero trovato il denaro sicuramente l’opera sarebbe stata inserita nel piano di Publiacqua. Il problema vero è la trasparenza: nessuno ha informato di questa volontà il territorio così gravemente provato dalla TAV (a Grezzano i rilanci sono fermi e nel torrente scorrono solo i liquami delle fogne). Sarà il caso comunque di chiedere l’eliminazione dell’opera dal piano degli interventi strategici.