[vc_row][vc_column][vc_column_text]Dal 2004 a Borgo San Lorenzo l’accoglienza di rifugiati extracomunitari
L’accoglienza dei rifugiati e dei profughi è un’azione positiva, così come è positivo che sul territorio mugellano vi siano iniziative specifiche come il Villaggio La Brocchi. Dando voce ai rilievi critici, formulati da un consigliere dell’Unione montana dei Comuni, non si tratta di mettere in discussione tutto questo.
Il fatto è che elementi critici si intravedono nelle modalità di gestione del Villaggio La Brocchi, che essendo una struttura pubblica, e che si regge su fondi pubblici, richiede una gestione trasparente. Mazzerelli enumera una serie di questioni che è giusto si sappiano. Poi ognuno potrà farsi il suo giudizio.
Da parte nostra, semmai, abbiamo un altro appunto, rivolto in particolare al comune di Borgo San Lorenzo. Bisogna stare attenti a non “accontentarsi” del Villaggio La Brocchi. Esibito volentieri dai nostri amministratori come fiore all’occhiello ed esempio di attenzione e di impegno del comune sul fronte degli immigrati.
L’attenzione verso questa problematica invece dovrebbe essere ben più larga: il villaggio complessivamente accoglie pochissime persone –assorbendo ingenti risorse-, a fronte di centinaia e centinaia di stranieri che vivono a Borgo San Lorenzo e nel Mugello. Ci si è posti in maniera globale, con attenzione e iniziative, di fronte ai problemi di integrazione che questa presenza crescente suscita? Si sta lavorando davvero per un’integrazione intelligente? Iniziative interessanti, specie sul fronte scolastico, vengono intraprese, così come non manca l’aiuto alle famiglie extracomunitarie da parte di Caritas e di altre realtà associative. Ma da parte dell’ente pubblico in particolare e della società mugellana in particolare manca una consapevolezza a tutto tondo. Forse bisognerebbe fare di più e meglio, in maniera integrata, senza monopoli e primogeniture. Per prevenire le difficoltà, i pregiudizi e le chiusure, per favorire l’accoglienza, per migliorare i rapporti nella comunità.[/vc_column_text][vc_text_separator title=”Inchiesta” title_align=”separator_align_center” color=”grey”][vc_column_text]Stavolta proviamo a raccontare il Villaggio La Brocchi, l’attività che da oltre dieci anni è gestita dal Progetto Accoglienza di Borgo San Lorenzo.
Lo facciamo utilizzando un voluminoso dossier ottenuto da Alessandro Mazzerelli, consigliere in Unione montana dei Comuni, che aveva presentato un’interrogazione chiedendo tutta una serie di notizie, dai bilanci al numero delle persone extracomunitarie ospitate, dal numero di occupati alle attività.
“Mi sono interessato di La Brocchi perché intorno a quell’attività circolavano voci che volevo verificare. Dalle risposte avute, alcune molto evasive, mi sono fatto l’idea di un servizio sproporzionato, ovvero un centro quasi totalmente finanziato da fondi pubblici ingenti e costato tantissimo, gestito in modo ben poco trasparente e, ho l’impressione, personalistico. Una struttura targata politicamente –mi è stato riferito di una cena di autofinanziamento, qualche tempo fa, al villaggio, con tutti i maggiorenti del PD locale, con cuoco l’ex-vicesindaco pd di Firenze Matulli, e del resto i responsabili sono legati a doppio filo con quel partito-, che ha evidentemente una sorta di canale preferenziale e gode di un occhio di riguardo per iniziative e finanziamenti”.[/vc_column_text][vc_tabs interval=”0″][vc_tab title=”Costi e presenze” tab_id=”1402997084-1-42″][vc_column_text]L’ultimo bilancio economico del Villaggio, quello del 2012, risulta in pareggio e vede costi e ricavi pari entrambi ad oltre 407 mila euro –nel 2007 erano 265 mila, nel 2010 304 mila, nel 2011 366 mila-. I costi più consistenti sono quelli per gli stipendi (dipendenti, Co.co.co. e contributi previdenziali) per circa 200 mila euro, 22 mila per i generi alimentari, altrettanti per il riscaldamento, oltre 12 mila euro per cancelleria e stampati.
Le principali entrate vengono da “contributo in conto esercizio”, oltre 270 mila euro, e dai corrispettivi del ristorante Ethnos, 52 mila euro.
Il “contributo in conto esercizio” racchiude i contributi pubblici. Su questi l’interrogazione, invano, chiede un dettaglio delle somme, da quali istituzioni provengano, le loro finalità. “Visto che nella prima voluminosa risposta non c’era alcuna spiegazione –dice Mazzerelli- ho sollecitato. Ma la risposta è stata del tutto fumosa. Vale la pena riportarla. Scrive il presidente Luigi Andreini: “Circa i fondi pubblici siamo a precisare che gli enti firmatari non hanno previsto a favore dell’ente gestore l’erogazione di fondi per la gestione del Villaggio che invece deve riuscire a mantenersi come previsto al punto 1 dell’accordo di programma. Gli enti hanno previsto un contributo erogato dalla Provincia di Firenze nel 2006 per l’avviamento parti a 70 mila euro. Tale contributo è stato speso tra il 2006 e il 2007 sia per far fronte a spese di natura gestionale iniziale che per interventi di natura patrimoniale (impianto antifulmine, allacciamento impianto telefonico, archivio amministrativo, completamente audio e video, completamente degli arredi, acquisto fax…) All’interno del Villaggio si attuano una serie di attività tra cui l’accoglienza di famiglie straniere e il centro di documentazione interculturale per realizzare i quali l’associazione partecipa anche a bandi pubblici. I contributi e i progetti sono inseriti e descritti nei bilanci annualmente presentati al comitato d’indirizzo e nucleo di controllo”. Molte parole, ma peccato che dai bilanci non ci sia alcun dettaglio. Non faceva prima a dirci quanto lo Stato ha erogato per ciascun extracomunitario presente? Se ci sono stati contributi dal Comune o da altri enti e a quanto ammontano. Quegli oltre 270 mila euro di contributi da dove vengono? E come sono impiegati? Perché tutta questa reticenza?”
Qualche elemento in più si trae consultando gli atti del Comune di Borgo San Lorenzo: al Progetto Accoglienza negli ultimi tre anni sono stati erogati 207.561 euro l’anno, ottenuti dal Ministero dell’Interno sul Fondo nazionale per le politiche e i servizi di asilo. In pratica il Comune partecipa al bando, ed essendo stato finanziato, ottiene il contributo, che gira al Progetto Accoglienza per l’ospitalità di profughi e rifugiati politici. Altri fondi pubblici sono arrivati dalla Comunità montana che ogni anno per le attività interculturali versa al Progetto Accoglienza qualche decina di migliaia di euro (nel 2010 la soglia massima con circa 82 mila euro, gli anni precedenti, dai 60 ai 70 mila).
Riguardo alla fetta più consistente di contributi, c’è da rilevare quest’anno una novità di rilievo. Mentre nel triennio precedente il Comune di Borgo San Lorenzo non aveva fatto alcuna gara, ma aveva affidato la gestione dei servizi di accoglienza ai rifugiati direttamente al Progetto Accoglienza presso il Villaggio La Brocchi, stavolta ha deciso di bandire una gara per trovare un soggetto collaboratore.
Nel leggere il bando si rileva che, anche comprensibilmente, esso è assai calibrato a misura dell’associazione che gestisce il Villaggio La Brocchi. E non a caso alla fine l’unica partecipante è stato proprio il Progetto Accoglienza, che ha offerto comunque un buon ribasso, portando il costo totale a 848 mila euro (la cifra iniziale era di 958 mila euro, per 35 euro al giorno per ciascuno dei 25 rifugiati previsti). Del resto non poteva esservi vera gara: un altro eventuale offerente avrebbe dovuto infatti procurarsi, a proprie spese, sul territorio comunale, appartamenti e strutture dove alloggiare i rifugiati extracomunitari, mentre il Progetto Accoglienza ha la grande struttura de La Brocchi a titolo gratuito. Così proprio in questi giorni il Comune di Borgo San Lorenzo gli ha riassegnato il servizio, che consiste nell’ospitare per tre anni fino a 25 rifugiati, con un contributo giornaliero, da parte dello Stato, di circa 31 euro a testa.
A proposito di reticenza Mazzerelli ci tiene a raccontare un altro episodio: “Avevo chiesto se il Villaggio La Brocchi è stato assoggettato all’IMU e prima all’ICI dal Comune di Borgo San Lorenzo. Ebbene, nella prima risposta, il dirigente dell’Unione Montana dei Comuni dottor Andrea Banchi arriva al punto di scrivermi che “questo Ente non possiede il dato relativo all’assoggettamento della struttura in oggetto all’IMU da parte del Comune di Borgo San Lorenzo”. Ridicolo, visto che Banchi è anche direttore del Comune di Borgo e il suo sindaco è presidente dell’Unione. Forse non avevano il numero di telefono del Comune per chiedere informazioni e darmi risposta al quesito che ponevo? Gliel’ho fatto presente e solo allora mi hanno girato una nota in merito”.[/vc_column_text][/vc_tab][vc_tab title=”Quanti ospiti” tab_id=”1402997084-2-100″][vc_column_text]Secondo il consigliere c’è poca chiarezza, anche sul numero di persone ospitate e sulla loro permanenza effettiva. La prima risposta era stata solamente questa tabellina:[/vc_column_text][vc_progress_bar values=”12|Media permanenza famiglie:,6|Famiglie attualmente in accoglienza:,34|Totale famiglie accolte:,128|Totale persone ospitate:,63|Totale adulti:,65|Totale bambini:,9|Totale bambini nati al Villaggio:” bgcolor=”bar_grey” units=”.” options=”striped,animated”][vc_column_text]Ho dovuto risollecitare, e allora finalmente la risposta è stata dettagliata, anche se non molto chiara. Così come l’hanno formulata non si capisce ad esempio la durata effettiva di permanenza, se questa supera l’anno. Così come non si capiscono i costi effettivi dell’accoglienza. Di certo, in nove anni, sono state ospitate solo 34 famiglie, una media di 4 famiglie l’anno, 128 persone, 15 l’anno. A fronte di oltre 2 milioni di euro di costi, ai quali aggiungere i 3 milioni di spesa per recuperare e attrezzare Villa La Brocchi. A mio giudizio sono costi esorbitanti.[/vc_column_text][/vc_tab][vc_tab title=”Il personale” tab_id=”1402997896915-2-1″][vc_column_text]
Mazzerelli ha chiesto anche informazioni sugli operatori: “Sia l’associazione Progetto Accoglienza che l’APS Ethnos –spiega nella sua nota allegata alla risposta all’interrogazione il presidente Luigi Andreini- si avvalgono dell’apporto di volontari e di personale retribuito. Attualmente i dipendenti sono cinque –quattro full time a tempo indeterminato, un part time a tempo indeterminato, due le collaborazioni a progetto. Ethnos per la gestione del ristorante si avvale attualmente di personale a chiamata, due per la cucina, tre per la sala. E 50 sono i soci volontari che a vario titolo e con impegno diverso collaborano alla realizzazione del Villaggio La Brocchi e alle attività collaterali che da esso si diramano”.
Dal 2007 al 2012, inoltre, sono stati 14 i ragazzi e le ragazze impiegati nel servizio civile regionale, nazionale e internazionale. “Avevo chiesto –specifica il consigliere- anche notizie sulle modalità di assunzione, sui tipi di contratto utilizzate, sull’uso dei volontari, ma pure qui la risposta è stata piuttosto vaga”.
[/vc_column_text][/vc_tab][vc_tab title=”Il ristorante del Villaggio” tab_id=”1402997947527-3-1″][vc_column_text]
Da qualche anno ha aperto il ristorante “Ethnos”. Che ha lo scopo, tra l’altro, di contribuire a rendere economicamente autosufficiente il Villaggio.
E’ stato avviato grazie al sostegno pubblico, con la dotazione di arredi e attrezzature concesse in comodato d’uso gratuito dalla Comunità Montana: in pratica tutta la cucina da ristorante, costata alla Comunità montana quasi 50 mila euro, oltre agli arredi, per il ristorante e la sala convegni, per altri 45 mila euro circa.
E’ gestito da un’associazione, Ethnos, con filiazione diretta dal Progetto Accoglienza: ne è presidente Alessandro Galeotti, con vicepresidente Luigi Andreini. Associazione che gestisce anche la casa per ferie “La Tinaia”, dotata di 14 posti letto. Così lo descrive Galeotti: “Il ristorante Ethnos è uno spazio multiculturale, luogo d’incontro e di scambio di idee, dove si possono assaggiare piatti provenienti da diversi Paesi dell’Africa, America Latina, Medio Oriente e Asia, oltre ad alcune specialità della tradizione locale, il tutto all’interno di un contesto accogliente e originale. Ad ogni ospite che viene ci piace poter dire che i nostri piatti parlano di tradizioni, culture lontane, tanta cura, amore e semplicità e che tutto questo proviene da un luogo a pochi passi da noi. Il Ristorante accoglie circa 50 persone nelle sale interne, e durante la buona stagione vi è la possibilità di mangiare nella terrazza che si affaccia su Borgo San Lorenzo, provvista di un palco in legno che ha ospitato gruppi musicali, danzanti e teatrali”.
[/vc_column_text][/vc_tab][vc_tab title=”Altre iniziative” tab_id=”1402997968398-4-1″][vc_column_text]
Nel Villaggio si tengono durante l’anno varie iniziative culturali e di sensibilizzazione. Tra le più recenti vanno ricordati gli incontri, molto seguiti, con Don Ciotti e Don Gallo. E’ attivo anche un Centro di documentazione interculturale, con tremila documenti, tra volumi, riviste, audiovisivi dedicati alla didattica dell’italiano come seconda lingua seconda e all’intercultura, all’etnopsichiatria, agli studi giuridici sull’immigrazione, al commercio equo e solidale e all’educazione alla pace.
[/vc_column_text][/vc_tab][vc_tab title=”Che cos’è il Villaggio” tab_id=”1402998016340-5-10″][vc_column_text]
Il Villaggio La Brocchi è uno dei 130 centri del Servizio protezione rifugiati e richiedenti asilo (Sprar) che in Italia accolgono famiglie con bambini che fuggono dal loro paese per chiedere lo status di rifugiati. Può accogliere fino a cinque nuclei familiari e ha ospitato e ospita famiglie di rifugiati forzati provenienti da Ghana, Nigeria, Iraq, Turchia, Eritrea, Afganistan, Armenia, Libano, Kurdistan ed Etiopia ed altre nazioni, in totale diciotto Paesi.
E’ in funzione dal 2004 ed è una grande struttura, di proprietà dell’Istituto degli Innocenti, realizzato sulla base di un accordo di programma tra Regione, Provincia, Comuni di Firenze e Borgo San Lorenzo, Prefettura di Firenze, Comunità montana e Istituto degli Innocenti
Il complesso è composto da una villa, da una cappella, da una limonata, da una casa colonica e da un fienile con vari annessi per una superficie utile di circa 1.840 metri quadri ed un volume complessivo di circa 7.300 metri cubi.
Per il recupero furono spesi 3 milioni di euro. L’Istituto degli Innocenti ha ceduto l’immobile, il cui valore fu stimato in € 723 mila euro, in comodato gratuito alla Comunità Montana del Mugello –il presidente era Giuseppe Notaro-, che si è occupata del recupero, e si è accollata il compito delle manutenzioni straordinarie. Il Comune di Borgo S. Lorenzo –il sindaco era Antonio Margheri- si impegnava a fornire i necessari servizi e il supporto logistico necessario per la gestione del sistema di accoglienza; Provincia di Firenze e Regione Toscana hanno erogato la maggior parte dei fondi: oltre un milione la Provincia, oltre 1 milione e 200 mila la Regione.
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