BORGO SAN LORENZO – “L’intento è nobile, ma purtroppo un albo di fornitori “locali” contrasta con l’art 30 del Codice degli Appalti, che tra le altre cose parla di rispetto della “libera concorrenza e non discriminazione “. Al comma 2 addirittura di dice che “le stazioni appaltanti non possono limitare in alcun modo artificiosamente la concorrenza allo scopo di favorire o svantaggiare indebitamente taluni operatori economici ..”: spiega così il capogruppo del Pd Niccolò Grifoni la contrarietà dell’amministrazione comunale -e della maggioranza in Consiglio- alla proposta avanzata da “Borgo in Comune” di istituire un albo di fornitori locali.
L’esigenza di avvalersi preferibilmente di aziende locali resta. “Si cerca con il buonsenso di gestire gli affidamenti in modo tale da far partecipare le ditte locali -aggiunge l’assessore ai lavori pubblici Patrizio Baggiani, ma con procedure che devono essere rispondenti alle norme, e quindi inattaccabili. E cerchiamo di far lavorare tutti, prevedendo una rotazione. Ad esempio per i lavori sotto i 40 mila euro, conferibili in modo diretto, si procede ad invito rivolto a più ditte, e sono spesso del luogo”.
Grifoni nota un altro aspetto: “Diciamo anche che un albo di fornitori a livello comunale avrebbe comunque poco senso. E’ più efficace un livello zonale, e infatti nella proposta di CNA si parla del livello zonale.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 Giugno 2020





1 commento
SE l’albo non è possibile per l’art 30 del codice degli appalti non lo è neppure a livello di Unione. Basta chiamarlo semplicemente albo dei fornitori e delle ditte esecutrici, chiedere tre preventivi e fare le assegnazioni sotto i 40 mila euro. Questa giunta ha fatto ricorso spesso all’affidamento diretto, sarebbe interessante vedere l’elenco e capire se è stata fatta una rotazione. La nostra era una semplice richiesta di buonsenso e trasparenza ammessa dal codice degli appalti.
Leonardo Romagnoli
Borgo in Comune