
BORGO SAN LORENZO – Sono passati 30 anni dalla scomparsa, il 20 dicembre del 1995, di Luigi Aiazzi noto imprenditore locale e titolare del Calzaturificio Samoa a Borgo San Lorenzo, già Calzaturificio San Lorenzo.
Gigi, per gli amici ed i parenti, è stato un personaggio popolare che ha amato il suo paese. Gli piaceva parlare e scherzare con i suoi compaesani e amici che incontrava spesso, a fine lavoro, tra i tavolini e le sedute del bar di Luciano “Pallino”, in piazza Garibaldi. Suo padre, Giulio, morì che ancora era un bambino e rimase con la madre Iginia Bolognesi e la sorella Anna. Durante la guerra scelse di fare il partigiano e dopo qualche anno, come altri del paese, emigrò in Venezuela. Con i risparmi accumulati si dedicò a varie attività per poi creare lo stabilimento del calzaturificio al foro boario.
Qui si dimostrò imprenditore capace e proiettato nel futuro tanto che, dopo qualche anno, fu necessario costruire un nuovo calzaturificio in località La Torre, più moderno e funzionale. Nel frattempo si era sposato con Enrica Giovannini (deceduta un mese fa), con cui ha avuto il figlio Andrea (purtroppo prematuramente scomparso qualche anno fa). La produzione principale del calzaturificio fu il famoso sandalo Samoa, con un mercato nazionale ma soprattutto estero, in vari paesi del mondo e continenti e in special modo in Russia, quando quel grande Paese (allora U.R.S.S.) cominciò ad aprirsi al mondo e all’importazione di beni di consumo.

Da sinistra Elena Panchetti, Mara Macabbi, Giulietta Bolognesi, Luigi Aiazzi, Renza Costi e Silvano Guidotti (Foto Archivio Aldo Giovannini)
Ma nel corso degli anni furono anche prodotti stivali e scarpe. Il calzaturificio è stato per molti anni la maggiore fonte di occupazione per Borgo San Lorenzo. Quante persone, soprattutto donne, e quante famiglie hanno trovato lavoro ed hanno potuto gestirsi grazie a questa azienda. In molti hanno potuto fare qui le prime esperienze lavorative per poi intraprendere altre attività e percorsi professionali senza abbandonare il nostro territorio. Per fare questo Gigi non si é mai risparmiato e per riuscire a realizzare i suoi progetti è volato in tutti i continenti per conquistare spazi di mercato e le migliori condizioni per l’approvvigionamento delle materie prime.

Né ha fatto mancare il suo aiuto in importanti settori della vita paesana. Molti ricorderanno, negli anni Settanta, la nuova società ciclistica Samoa di cui Luigi Aiazzi fu presidente. Anche l’attuale Hotel “Ripaverde”, all’ingresso del paese, fu da lui fortemente voluto per dotare il territorio di una struttura alberghiera moderna e di qualità. Molto altro ci sarebbe da dire su questa figura popolare e sul ruolo da lui esercitato negli anni sessanta e settanta quando nei comuni del Mugello è arrivato lo sviluppo industriale ed urbanistico. Ci sarebbe materia per libri e ricerche che ci auguriamo verranno intraprese.
Con il nostro breve scritto abbiamo semplicemente voluto ricordarlo ai tanti che lo hanno conosciuto e che, siamo certi, ne serbano la memoria per quello che è stato e per quello che ha fatto.
Antonio e Giuliana Margheri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 dicembre 2025





