BARBERINO DI MUGELLO – la ditta Edison Giocattoli è un’azienda storica del territorio Fiorentino che si occupa, da oltre 50 anni, della produzione e commercializzazione di armi giocattolo, settore di nicchia dell’industria del giocattolo, nel quale detiene importanti quote di mercato. Attualmente occupa oltre 50 dipendenti.
Ma c’è ora una nube preoccupante: e CGIL e lavoratori chiedono chiarezza. A preoccupare è la notizia che Edison sia in procinto di cedere parte della proprietà immobiliare a favore dell’Outlet McArthurGlen adiacente allo stabilimento di Barberino; l’azienda conferma di avere contatti avanzati ma non ha dato precisazioni dei contenuti della trattativa.
La preoccupazione dei lavoratori di Barberino deriva anche dalla mancanza di un piano industriale aziendale che la RSU e la Filctem Cgil chiedono da oltre un anno e per il quale hanno richiesto l’attivazione del l’Unità di Crisi della Città Metropolitana.
Inoltre lavoratori, la RSU e la Filctem Cgil sono preoccupati dalla mancanza di investimenti, non soltanto in tecnologia e per la manutenzione delle strutture e gli impianti, ma anche quelli per la formazione del personale. L’azienda nel tempo ha perso efficienza, di conseguenza l’organizzazione del lavoro risulta antiquata e la produttività dell’azienda è in costante contrazione.
“Nonostante che cinque anni fa la Edison sia entrata in società con la “concorrente” tedesca Bauer, -spiega nella nota la CGIL- non si sono potute apprezzare ricadute positive da un punto di vista industriale e economico; ci chiediamo quale sia stato l’interesse dei tedeschi visto che non sembrano interessati allo sviluppo del sito di Barberino.
Nel corso degli anni il mercato delle armi giocattolo sta segnando il passo, ormai i giochi “tradizionali” hanno poca presa sulle nuove generazioni e la Edison Giocattoli non fa eccezione, ragione per cui risulta essenziale che l’azienda si decida a pensare al futuro in termini di strategie di mercato e innovazione di prodotto.
Chiediamo che si faccia chiarezza al più presto sul futuro dell’azienda e sugli sviluppi dei contatti con la McArthur, se non arriveranno risposte convincenti, oltre a chiedere la riattivazione dei tavoli istituzionali, dovremo necessariamente alzare il livello della pressione da parte nostra, anche riservandoci azioni di lotta”.
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