
BORGO SAN LORENZO – Ieri in Consiglio comunale a Borgo San Lorenzo si è lavorato ad uno degli atti più importanti, il POC, Piano Operativo Comunale, quello che un tempo si sarebbe chiamato Piano Regolatore. E si sono esaminate le osservazioni al Piano, presentate da cittadini ed enti. Eano in tutto 161, e di queste 150 presentate da singoli cittadini. Ci sono voluti nove mesi, alla competente commissione consiliare per esaminarle ad una ad una, in otto diverse sedute. E ne sono state accolte 17, mentre 21 sono state “parzialmente accolte”. Molte quindi quelle respinte, 95.
L’atto è stato approvato dalla maggioranza – Pd e gruppo civico -, mentre le opposizioni, “Borgo in Comune”, “Cambiamo insieme” e gruppo Cinque Stelle, hanno votato contro.
Il dibattito è stato lungo e articolato. Ha iniziato il sindaco Paolo Omoboni, che è anche assessore all’urbanistica. Sul numero alto delle osservazioni respinte ha detto: “Non siamo brutti e cattivi, ma buona parte delle osservazioni erano in contrasto con gli strumenti urbanistici sovraordinati, Piano territoriale della Città Metropolitana, Piano strutturale dell’Unione”. E ha evidenziato le caratteristiche del POC, sottolineando la riduzione drastica delle previsioni di nuove edificazioni ad uso commerciale, e l’incremento della destinazione produttiva, esigenza nata dalle tante aziende che si vogliono espandere e investire a Borgo San Lorenzo. “C’è una carenza clamorosa di aree – ha notato Omoboni – nelle quali far sviluppare le attività produttive. Mi auguro che in futuro il Comune vada avanti su questa strada, perché far insediare nuove fabbriche è un fattore importante di sviluppo, anche per l’auspicabile crescita della popolazione”.
Poi il capitolo dell’edilizia residenziale. E qui Omoboni ha dato una stoccata forte al candidato sindaco Leonardo Romagnoli, quando ha ricordato: “Siamo la prima amministrazione che riduce drasticamente il consumo di suolo, del 70% rispetto al Piano Strutturale del 2006 (Nel 2006 Romagnoli era assessore, ndr). Il piano ipotizza un aumento della popolazione in cinque anni di 600 abitanti. Quest’anno siamo cresciuti di 82 unità, quindi non è fantascienza. Il Piano Strutturale intercomunale prevede 69.000 mq come potenziale, noi passiamo dai 22mila mq del Regolamento Urbanistico del 2014, (la metà realizzati), ai 19.000 mq del nuovo Piano. Questo vuol dire che usiamo il 26% del potenziale in questo primo piano, e riduciamo del 20% rispetto al RUC previgente. Non solo, il 60% delle previsioni totali riguarda il riuso dei volumi esistenti. Siamo per i volumi giusti e limitati – insiste Omoboni – questo è uno strumento urbanistico che oltre ad aver visto un percorso di partecipazione vero e senza precedenti, ha ridotto i volumi rispetto ai piani precedenti”.

Si sono poi sottolineate novità per l’edilizia residenziale sociale: “per gli interventi residenziali è previsto che il 30% delle abitazioni siano destinate a edilizia residenziale sociale, soprattutto a giovani coppie, con vendita o affitto a prezzi calmierati.” E ha parlato di una “vera rivoluzione rispetto all’ambiente e per a prevenzione del dissesto idrogeologico: abbiamo ampliato la possibilità di intervento sulle energie rinnovabili, 50% la riduzione degli oneri dovuti sugli edifici esistenti, ed è stato introdotto il principio dell’applicazione di un indice di qualità, il RIE – Riduzione dell’impatto edilizio, per mitigare gli effetti del cambiamento climatico in atto, aumentando la permeabilità dei suoli, migliorando la gestione delle acque meteoriche, creando piantumazioni e rinverdimenti pensili.”
Omoboni ha concluso: “In dieci anni abbiamo approvato un regolamento urbanistico piano strutturale intercomunale e un POC. Credo che si possa essere soddisfatti, non è facile approvare uno strumento urbanistico, figuriamoci tre. E per questo devo ringraziare tutta la struttura tecnica e i nostri dipendenti. Sono soddisfatto di aver dato uno strumento, che le prossime amministrazioni potranno utilizzare. Lo abbiamo costruito senza approcci ideologici, cercando di dare una strategia per lo sviluppo di Borgo, e con previsioni che possono essere realizzate.”
Il consigliere Romagnoli ha invece contestato molti aspetti, a cominciare dai dati demografici, evidenziando che non si registrano da anni aumenti di popolazione. E ricordando che risultano 1045 abitazioni vuote si è chiesto perché prevedere 600 abitanti in più e 197 nuove abitazioni. Ribadendo la necessità di un censimento sulle case non abitate.
Ha poi criticato la previsione del parcheggio da 200 posti nella zona tra via Marconi e il parco della Misericordia. “Meglio espandere il parco – ha detto – e prevedere in quell’area nuove alberature, anche di tipo didattico.” E ha eccepito sul cambio di impostazione del progetto di recupero del monastero di Santa Caterina, dove ora si prevede, diversamente dal primo progetto, un’ampia superficie per la ricettività turistica.
I consiglieri Claudio Ticci e Francesco Atria, di Cambiamo insieme, hanno contestato i tempi di approvazione definitiva del POC, che “ora dovrà andare in Conferenza Paesaggistica e ci vorranno mesi e mesi prima del parere. Sicuramente post elezioni amministrative. Lo troviamo veramente grave e irrispettoso: è la prima volta che uno strumento urbanistico non viene approvato dall’amministrazione che lo ha iniziato”.
Lorenzo Verdi, di “Borgo in Comune”, ha contestato anche la modalità partecipativa, lamentando una chiusura al confronto da parte dell’amministrazione. Mentre il capogruppo del Pd Niccolò Grifoni e la consigliera Giorgia Baluganti sono intervenuti per evidenziare il contributo positivo che questo strumento urbanistico offre al futuro del paese.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 Aprile 2024





2 commenti
Ma negli ultimi mesi di amministrazione il comune non doveva Solo svolgere la parte burocratica senza approvare modifiche che portano disagi ai cittadini!!
Il POC lo doveva votare il nuovo consiglio comunale, se erano corretti
Buongiorno