VAGLIA – È veramente commovente la storia del soldato sardo ventunenne Ettore Pitzalis, ucciso tra Fiesole e Vaglia nel Settembre del 1944 mentre tentava di attraversare le linee. Una grande testimonianza umanità e riconoscenza: era praticamente già in salvo, infatti, quando decise di tornare indietro per sincerarsi delle condizioni della famiglia mugellana che per sei mesi lo aveva ospitato e nutrito. E durante questo tentativo fu catturato e fucilato dai tedeschi. Una storia riscoperta negli anni scorsi grazie al lavoro certosino di Costanza Villani, della ProLoco di Vaglia, e di Gabriele Baldi, ricercatore storico sulle vicende del nostro territorio, che sono riusciti a ritrovare e mettere in contatto le due famiglie. E i parenti di Ettore hanno potuto conoscere le circostanze della sua morte.
Ettore, militare sbandato dopo l’8 settembre del 1943, era nato a Guasila, in Sardegna, e mentre ancora il Mugello era occupato dai tedeschi, si rifugiò dalla famiglia Bugetti, in località Coperzano, a Vaglia, dove in cambio di lavori agricoli fu protetto per sei mesi. Poi si era dato alla macchia e aveva già attraversato la linea del fronte, ma venne catturato e ucciso dai tedeschi, al confine tra Vaglia e Fiesole, nel tentativo di tornare indietro per avere notizie della famiglia che lo aveva protetto.
E addosso gli fu trovata una lettera indirizzata ai genitori, scritta qualche tempo prima e mai spedita. Che recitava: “Carissimi genitori, oggi trovandomi con un grosso dispiacere ancora più del tempo passato, vengo a darvi nota in questa piccola lettera, con la quale vorrei spiegarvi tutta la mia triste vita da come me l’ho passata…”. E poi: ““Genitori avrei tante cose da dirvi, ma non posso; vi raccomando di ricompensare questa buona famiglia, la quale ci ha sostenuto in questi mesi, come mi sembra che nessun altro avrebbe fatto…”


Tempo dopo la famiglia ricevette il suo portafoglio che conteneva la lettera commovente rivolta alla madre, in cui chiedeva di ringraziare la famiglia che lo aveva ospitato. Ma non ne menzionava il nome. E i suoi familiari non hanno saputo per 77 anni dove fosse sepolto.
Poi, grazie al lavoro di Villani e Baldi, le due famiglie si sono incontrate per la prima volta, in Mugello, nel 2019. A Vaglia, infatti, arrivarono i parenti di Ettore, la sindaca di Guasila, Paola Casula, e i membri della loro ProLoco. Fuori dalla casa di Coperzano fu affissa una targa dalla ProLoco di Vaglia, e nel punto dove fu rinvenuto il corpo fu piantato un albero di Leccio dalla ProLoco di Fiesole.
E lo scorso 4 Novembre il sindaco di Vaglia, Leonardo Borchi, e la sindaca di Fiesole, Anna Ravoni, sono stati accolti in Sardegna, dove si sono svolti varie celebrazioni ed incontri. Spiega Borchi: “E’ strano il destino. Come due comunità si siano incontrate per un fatto di guerra di tanti anni fa. E’ indicativo e commovente come anche in un evento tragico ed orribile come la guerra, ci siano sprazzi di umanità che ci confortano”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 12 novembre 2023

