BARBERINO DI MUGELLO – Non è facile trovare casa a Barberino. Dopo il sisma del 9 dicembre 2019 ed il Covid la situazione immobiliare nel comune mugellano è decisamente cambiata. E due rappresentanti di agenzie immobiliari ci raccontano come, secondo il loro punto di vista, è mutata la situazione.
“Per prima cosa – spiega Francesca Viti dell’Agenzia immobiliare Quattromura – dopo il terremoto le persone vogliono una sicurezza maggiore sulla stabilità dell’immobile, inoltre alcune case che avevo in vendita le ho dovute togliere dal mercato perché non sono più agibili ed i lavori non sono ancora partiti. Infine, il terremoto ha frenato molto il mercato degli affitti perché molte case libere sono state occupate da chi è stato sfollato. Non che a Barberino gli affitti fossero una facile entrata, perché spesso non si affidano alle agenzie ma preferiscono il passaparola, però se prima chiudevo un contratto al mese, adesso ne firmo uno ogni cinque. Le vendite, invece, vanno bene anche con il Coronavirus. Siamo stati bloccati solo durante il primo lockdown. Si vendono meno appartamenti e più ville e villette. Infatti, dopo la prima chiusura molte persone da Prato e Firenze ha deciso di investire nell’acquisto di immobili in Mugello e tutte hanno la stessa caratteristica: il giardino. Quindi diciamo che non c’è stato un aumento del mercato ma un cambio sostanziale: se prima si vendevano più appartamenti in condominio a prezzi più bassi adesso è il contrario. Anche il superbonus 110% ha dato una forte spinta a questa tendenza, i clienti cercano coloniche o fienili da ristrutturare e questo è stato ‘merito’ del Covid. Sinceramente, si tratta di una tendenza che non immaginavo, credevo che le persone avrebbero avuto più problemi a fare entrare in casa sconosciuti ma non è stato così, se c’è un rallentamento del mercato è dovuto al fatto che l’economia in generale è ferma, molti sono in cassa integrazione, o lo sono stati, e le banche tendono a non concedere il mutuo. Inoltre, credo sia normale avere paura a fare un salto del genere, vendere e ricomprare una casa, in un periodo così incerto”.
Diverso è il punto di vista di Massimo Piovanelli, titolare dell’Agenzia immobiliare Intermediazioni generali.
“Il problema più grosso secondo me – spiega Piovanelli – è la mancanza di offerta per quanto riguarda gli affitti. Ed è una questione che abbiamo sentito in particolare dopo il terremoto del 2019. Inoltre non c’è molto rinnovo, le case in costruzione sono poche e quindi vendiamo solo case ‘vecchie’ e, di conseguenza, si vendono tra privati, vendendo la propria casa per comprare quella di un’altra persona. Quindi non essendoci rinnovamento immobiliare l’offerta si riduce molto. Il bello è che la richiesta non manca, ma il mercato immobiliare si basa su un certo equilibrio. Anche per quanto riguarda la stima degli immobili noi agenti ci troviamo in difficoltà, sempre per la carenza di nuove costruzioni, non avendo i riferimenti sul prezzo al metro quadro dei nuovi edifici. Il Covid, invece, ha creato problemi a livello burocratico e gestionale. Mi spiego meglio: in una compravendita ci sono dei tempi ben precisi che vanno definiti, e con il Coronavirus si allungano moltissimo. Per questo motivo le persone tendono a rimandare la vendita, rendendosi conto che la vendita è una tale incognita che non vale la pena prenderti la responsabilità di una vendita quando sai già che potresti non rispettare i tempi di consegna o di firma del rogito”.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 maggio 2021




