
VICCHIO – Lunedì 30 Giugno il Consiglio comunale di Vicchio ha approvato a maggioranza (9 voti a favore del gruppo di maggioranza e quattro contrari del gruppo di monoranza Vicchio Vive) il rendiconto 2024 ed il ricorso alla procedura di riequlibrio finanziario pluriennale. Adesso, quindi, l’ente avrà 90 giorni di tempo per predisporre un piano di rientro, e portarlo in Consiglio comunale per l’approvazione. L’argomento era stato annunciato nei giorni scorsi dal sindaco Francesco Tagliaferri e da una nota del Comune (articolo qui). Sulla questione arrivano le note, di opposto tenore, dell’ex sindaco Filippo Carlà Campa (ora Consigliere di Vicchio Vive) e della coalizione di maggioranza “Obiettivo comune”. Scrive Filippo Carlà Campa in una lettera a Il Filo:
Caro Direttore,
mi ritrovo a scriverle di nuovo a pochi giorni dal mio ultimo intervento. Ma è inevitabile: Vicchio si trova nel pieno di una crisi creata non dai numeri, ma da una narrazione politica stanca, ripetitiva e soprattutto pericolosa.L’amministrazione Tagliaferri ha scelto la via del predissesto finanziario. Lo ha fatto con una leggerezza inquietante, mascherando dietro parole altisonanti come “trasparenza” e “risanamento” un gesto che, nella sostanza, mette in ginocchio Vicchio per i prossimi dieci anni. Ma in fondo, non potevamo aspettarci altro: non poteva certo deludere chi, in campagna elettorale, ha un racconto tanto abile quanto i infondato, fatto di slogan, allarmi e accuse, che oggi la Corte dei Conti ha smentito con rigore, punto per punto.
Promesse gonfiate, responsabilità scaricate, numeri manipolati: è stato scritto un copione da Tagliaferri e ora con queste scelte il prezzo alato lo pagano i cittadini di Vicchio. Il problema non è solo politico o culturale. Il vero problema si chiama incompetenza amministrativa.
È l’ennesimo tentativo di mascherare l’improvvisazione dietro una parvenza di ordine e rigore, mentre si prepara — in silenzio — la più pesante stangata fiscale e sociale della storia recente di Vicchio. E quando si fallisce, la solita storia ripetuta all’infinito : “È colpa di chi c’era prima”.
Peccato che i numeri — quelli veri — raccontino un’altra storia. Più della metà del disavanzo complessivo è stato generato nel bilancio 2024, scritto, votato e approvato dalla Giunta Tagliaferri. Basta leggere le carte. E allora, se davvero la situazione fosse stata così grave, chi è quel pazzo che approva un bilancio con disavanzo da oltre 2 milioni e 400 mila euro?
In qualunque Comune d’Italia, una condizione tanto compromessa avrebbe portato l’autorità competente a chiedere il commissariamento e non — come ha fatto Tagliaferri — a scriversi da solo il predissesto con dati approssimativi, con lo scopo di mantenere le poltrone e gli stipendi a danno dei cittadini. Ma c’è di più: oltre 700.000 euro di quel disavanzo derivano da una scelta puramente politica, fatta da questa amministrazione, che ha deciso — senza alcun obbligo — di spalmare i residui su 10 anni invece che su 30, triplicando così il peso annuale sui bilanci futuri e, soprattutto, sulle spalle dei cittadini.
Una scelta che ha aggravato la situazione e che oggi viene presentata come “soluzione”. Una manovra costruita a tavolino, non per risanare, ma per governare senza opposizione. La Corte dei Conti — non quella usata come slogan, ma quella reale, che ha redatto la delibera n. 104/2025 — non impone affatto il predissesto. Al contrario, segnala “gravi carenze nei dati forniti”, “mancanza di informazioni certe” e una “totale assenza di chiarezza nei rapporti economici con l’Unione Montana”.
Cito testualmente: “Gli elementi informativi disponibili non hanno consentito di effettuare una puntuale valutazione in merito alla correttezza della contabilizzazione delle risorse in bilancio.”
Tradotto: la Corte non ha capito perché non è stata messa in grado di capire e chiede soluzioni alternative come prevede la legge. E non perché la situazione fosse complessa, ma perché i dati sono stati trasmessi male, incompleti o confusi.Ma si sa, la via del predissesto è la più comoda: ti tiene saldo lo stipendio, non ti impone responsabilità, scarica le colpe sugli altri,e blocca il Comune per dieci anni, lasciandolo in uno stato di austerità permanente. E intanto, cosa accade?
Che conviene vivere a Vicchio senza pagare le tasse: tanto, ogni cinque anni, arriva l’ ’amministrazione Tagliaferri a stralciare tutto.Un messaggio devastante per chi crede ancora nella giustizia fiscale, nella legalità, nell’equità. È questa l’idea di comunità? È questo il modello civico che vogliamo lasciare ai nostri figli? E non dimentichiamoci un dettaglio che ai più sfugge: il Sindaco Tagliaferri è lo stesso che, da consigliere comunale nella mia amministrazione, ha più volte dichiarato pubblicamente di non comprendere nulla di bilancio. Ora invece, da primo cittadino e assessore al bilancio, tutto sarebbe chiaro?
Chi lo ha votato dovrebbe porsi qualche domanda.
La scena vista in Consiglio è stata grottesca: il capogruppo Rosari, limitandosi a leggere un foglio scritto da altri, ha elogiato una manovra di cui pareva non comprendere nemmeno la portata.
I consiglieri di “Obiettivo Comune” sembrano aver compreso ogni voce, ogni cifra, ogni impatto.
Sono diventati esperti di finanza pubblica in dodici mesi, mentre il loro Sindaco ne ignorava le basi fino a un anno fa? Mi si dirà: “Adesso è tutto spiegato bene”.
E allora perché la Corte dei Conti scrive il contrario?
La verità è semplice, amara e sotto gli occhi di tutti: questa non è buona politica. È solo gestione dei propri interessi.Ma anche questo, presto, verrà fuori. L’ approvazione della delibera sul predissesto sancisce formalmente il fallimento politico dell’Amministrazione Tagliaferri.
Una manovra costruita per restare in sella, senza prendersi mai la responsabilità delle proprie scelte. E allora, a chi ha sostenuto “Obiettivo Comune” con onestà intellettuale e oggi si sente deluso, diciamo: non è mai troppo tardi per aprire gli occhi. Non è mai troppo tardi per pretendere verità e competenza.
Noi ci siamo. Non per dividere, ma per ricostruire. Non per accusare, ma per evitare che Vicchio venga sacrificato per salvare qualche poltrona.Perché Vicchio non è un numero in un piano fatto a caso — come ha scritto la Corte dei Conti riferendosi all’amministrazione Tagliaferri. È una comunità viva. E chi ama davvero questo paese, non può accettare che venga trascinato nel buio per convenienza politica. Noi continueremo a combattere questa scelta. Con proposte. Con numeri. Con verità. E con la schiena dritta. Vicchio non merita dieci anni di buio.
Merita politica vera, visione, coraggio. Vicchio Vive combatterà contro questa scelta, a costo di scendere in piazza con i suoi 1.991 voti. E non accetteremo che venga sacrificata per convenienze politiche.Grazie, Direttore, se vorrà pubblicare queste riflessioni.
Credo che i cittadini di Vicchio meritino chiarezza, rispetto e verità.
Meritano di sapere cosa sta accadendo davvero.
Meritano una politica all’altezza della loro fiducia.
Con stima,
Filippo Carlà Campa
Afferma invece una nota della coalizione “Obiettivo comune”
Vicchio Vive accusa l’attuale amministrazione comunale di essere responsabile della creazione di metà del disavanzo del 2024, ovvero 1.279.918,68 euro. Certo, formalmente questo 52% del disavanzo si è generato nel 2024, quando noi eravamo già presenti. TUTTAVIA, questa parte del deficit NON è frutto della mala gestione della nostra amministrazione, come Vicchio Vive sta insinuando in maniera sibillina, con locuzioni al limite della calunnia. Tale disavanzo, infatti, deriva da una grossa operazione di trasparenza e correttezza messa in atto dall’amministrazione Tagliaferri, relativa alla cancellazione di circa 2.600.000 euro di residui attivi (ovvero crediti) che erano presenti nel bilancio del Comune. Per creare un parallelismo, nel cancellare questi residui attivi dal bilancio comunale abbiamo agito come le aziende private quando stralciano dei crediti inesigibili.
In parole povere, questi residui attivi erano solo un inganno presente all’interno nel bilancio comunale. Infatti, essi dovrebbero essere rimossi quando presentano determinate caratteristiche, prima tra tutte l’anzianità di questi crediti, i quali devono essere considerati presumibilmente inesigibili dopo 5 anni dalla loro esistenza. Questo è ciò che dice la Legge e le relative sentenze della Corte dei Conti, che NOI, a differenza della precedente amministrazione Carlà, abbiamo rispettato e seguito in maniera impeccabile. Se questi residui attivi non vengono cancellati, il bilancio risulta gonfiato di crediti inesigibili, che, per le più svariate ragioni, non avranno mai la possibilità di essere riscossi: ergo, se si continua a mantenere questi crediti a bilancio (come aveva continuato a fare la precedente amministrazione Carlà), tale bilancio risulterà non veritiero e non rispettoso dei principi di veridicità, prudenza e trasparenza che sono prescritti dalla legge. Questa operazione di trasparenza era necessaria ed urgente: se avessimo continuato a nascondere la polvere sotto al tappeto (come è stato fatto in questi ultimi anni) saremmo arrivati ad un punto di non ritorno, dal quale sarebbe stato molto difficile uscire. Purtroppo, stavamo andando sempre più nel baratro, come ha rilevato anche la Corte dei Conti, che ha individuato un disavanzo di circa 400.000 euro generato soltanto tra il 2020 e il 2023 dalla precedente amministrazione Carlà. Vicchio Vive non sta dicendo nient’altro che falsità, sfruttando a suo favore la complessità dell’argomento, che, a causa della sua tecnicità, non è certo di semplice ed immediata comprensione. Non accettiamo che i nostri cittadini vengano presi in giro così. Basta con le menzogne, soprattutto se provengono da chi ha contribuito in maniera rilevante ad ammassare polvere su polvere, sotto ad un tappeto di inesattezze e scorrettezze.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 Luglio 2025


