VICCHIO – Lunedì sera si è tenuta a Vicchio una seduta congiunta dei due consigli comunali di Vicchio e di Dicomano. Iniziativa inusuale, provocata dalla necessità di discutere insieme di una situazione che accomuna i due centri mugellani, la questione del Forteto. Lo ha spiegato bene il sindaco di Vicchio nel suo intervento introduttivo: L’obiettivo che ci siamo prefissi è ambizioso, ma possibile e necessario, non possiamo più aspettare!
Ci siamo trovati di fronte in questo percorso a difficoltà che sembravano insormontabile, faccio mio il detto dell’imperatore Ottaviano Augusto che afferma in un suo memorabile discorso: Il valore della pianificazione diminuisce in conformità con la complessità dello stato delle cose. E qui la complessità e ancora davvero importante! E pianificare è stato davvero difficile
Il nostro scopo, e come Amministrazione ci metteremo tutto il nostro impegno, è quello di mettere la parola fine ad una lunga stagione di gogna politica e mediatica del Forteto, dell’azienda Forteto, che ha messo in ginocchio come è noto anche tutta la filiera produttiva!!
Vogliamo iniziare un dialogo nuovo, unitario fra le diverse forze politiche ,economiche ed istituzionali che -nel solco positivo tracciato in questo ultimo anno dal suo insediamento dal Commissario Governativo Jacopo Marzetti- garantisca nell’immediato una nuova identità e un nuovo asset sociale ed economico.
Una presenza delle Istituzioni locali e una nuova modalità di coinvolgimento delle medesime al rilancio del Forteto che assicuri a tutti una “cittadinanza attiva”, trasparente, di rottura con il passato, siano essi tutte le vittime, che i dipendenti che l’opinione pubblica in generale.
Sono dunque oggi a ribadire, gentile Commissario, quanto Le avevo già accennato in maniera informale nell’incontro del 23 dicembre scorso: rottura con il passato!
Sarebbe auspicabile quindi il subentro di un nuovo gruppo dirigente che garantisca il futuro dell’azienda e dei lavoratori e che la vendita di tutti gli immobili, ville e fabbricati rurali non pertinenti l’attività casearia abbia lo scopo di risarcire tutte le vittime riconosciute (e anche quelle non riconosciute dai processi ) per maltrattamenti e sfruttamento della loro persona, è ormai chiaro che l’eccellenza economica del Forteto si fondava anche su 700 anni di lavoro non retribuito.
Io credo che tale operazione può essere fatta, senza se e senza ma, applicando semplicemente lo Statuto, non possiamo più aspettare.
Chiediamo nuovamente con forza che tutta la gestione della attività produttiva sia passata di mano ad un altro soggetto con forte vocazione imprenditoriale, totalmente estraneo come detto poc’anzi .
Un atto questo che Lo dobbiamo alle vittime ai loro famigliari (che come cita la sentenza sono circa “mille persone tra vittime dirette e familiari coinvolti”) ,ai lavoratori al nostro paese e per tutti quelli che credono nella giustizia”.
E al termine lo stesso Carlà era molto soddisfatto dell’evento: “Una serata attenta ai veri fatti, senza divagazioni politiche nel quale si è parlato di quello che è statao, che è e che sarà. Credo che abbiamo fatto un passo per far ripartire questa cooperativa, cercando di metterci un punto. Ci penserà poi la commissione parlamentare a fare il resto.”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 Febbraio 2020




