MUGELLO – Gli va senz’altro attribuito il merito di aver avuto parte determinante nel recupero dei famosi 31 milioni di euro destinati alla ferrovia Faentina come contropartita per i lavori dell’alta velocità, fondi che dovevano servire per l’elettrificazione della linea, e che poi erano spariti. Così il barberinese Riccardo Nencini, senatore e viceministro ai trasporti questi 31 milioni li ha rimessi sul tavolo. E la somma è cresciuta fino a circa 47 milioni di euro.
Ma sono cresciute anche le polemiche, qui in Mugello. Dove almeno i 31 milioni li considerano “roba propria”: non a torto, visti i sacrifici che il territorio ha dovuto patire, e ancora patisce, per il passaggio dell’alta velocità. Mentre pare che la fetta più consistente sia indirizzata invece non sulla Faentina bensì sulla Borgo – Pontassieve.
“Ricordiamo –dice un po’ piccato ma sempre signorile Nencini- che stiamo parlando di fondi recuperati venti anni dopo. Fondi andati perduti. Devo essere sincero; trovo esagerate le polemiche davanti al recupero di una cinquantina di milioni che possono soddisfare una quantità molto alta di giuste richieste”.
Con una specificazione importante: “Intanto non sono più 31 milioni ma 46 milioni e 900 mila euro. E come utilizzarli dipende dall’Unione dei Comuni in rapporto con la Regione Toscana, non dipende dal Ministero”.
Il viceministro si rivolge ai sindaci: “Ora che vi è la disponibilità economica di una cinquantina di milioni, coloro che portano responsabilità amministrative a livello locale, trovino un momento di unità, anche perché –chiosa- sono sindaci che appartengono tutti allo stato partito. E constato che l’unità di azione su questo tema è un obiettivo ancora da raggiungere”.
Nencini chiama tutti a fare proposte concrete: “Se gli investimenti sulla Faentina sono considerati insufficienti, allora si indichino altre opere necessarie: mi scandalizzerei anch’io se fossero utilizzati fondi per altri tratti ferroviari se si se lasciano scoperte priorità della Faentina. Ma ci sono tratti faentina reputati scoperti, cioè che necessitano di finanziamenti? Sono soldi dei cittadini e vanno spesi bene. Segnalateci altri interventi, interventi che hanno sostanza. Se ci sono è giusto che ferrovie si metta a sedere con regione e comuni per esaminarli.”

Il viceministro dettaglia cifre e programmi: “5 milioni di euro per la stazione FS di Borgo San Lorenzo, nuovi marciapiedi, due ascensori, cartellonistica, viabilità e parcheggi. 3 milioni e mezzo per la soppressione del passaggio a livello a Borgo San Lorenzo, km 38 –Panicaglia- con adeguamento di un sottovia esistente e nuovo sottovia al km 39. 1 milione e 200 mila euro per la stazione di Ronta, con adeguamento marciapiedi e restyling generale, 1 milione e 200 mila euro per la stazione di Scarperia e San Piero, dove sono previsti tre ascensori e una sistemazione generale degli ambienti. E un milione sulla stazione di Marradi. Interventi che sono ritenuti da Ferrovie più che soddisfacenti per quel che riguarda le strutture afferenti alla Faentina. Quanto all’eliminazione di diversi passaggi a livello sulla tratta Borgo San Lorenzo – Pontassieve è indubbio che si tratta di interventi necessari, che danno maggiore sicurezza e aumentano la velocità della linea”.
Nencini tocca anche il tema della riduzione dei tempi della Faentina: “Di elettrificazione era giusto parlare negli anni ‘90, perché con i diesel di allora l’elettrificazione dava maggiore velocità, mentre adesso con i nuovi diesel la differenza è quasi nulla. Ed è possibile annullare anche questa differenza: l’obbiettivo a breve termine è –in termini tecnici- l’aumento della velocità in deviata per diminuire i perditempo”.
Ma il viceministro ha qualcosa da dire anche sulle proteste del Comitato pendolari: “La puntualità della linea mugellana è pari al 96%: siamo nell’eccellenza europea. E si dice che viaggiano ancora treni anni ’50: non è così, e ieri su 40 treni, 39 erano Minuetto, mentre i servizi fatti con treni Aln, che sono treni della metà degli anni ’80 sono pochissimi. Certo l’obiettivo è di avere tutte corse fatte col Minuetto, ma ci siamo vicini”.
Nencini pone anche la questione del potenziamento delle corse: “Io credo che sia opportuno, soprattutto in alcuni momenti dell’anno, chiedere corse speciali. Io ormai prendo il treno San Piero -Firenze una volta la settimana, e constato che è un treno spesso pieno di passeggeri. Usato anche dai turisti. Questi flussi sono prevedibili, ed è giusto potenziare”.
Del resto sulla linea si registrano numeri significativi: le ultime rilevazioni parlano di 1100 passeggeri che salgono e scendono dai treni alla stazione di Borgo San Lorenzo, 450 alla stazione di San Piero a Sieve.
Il viceministro fa un’ultima notazione importante: “Si può migliorare il servizio rendendo i tempi delle corse più brevi? Sì, leggermente con alcuni accorgimenti tecnici. Ma per miglioramenti più sensibili bisognerebbe eliminare le fermate. A questo proposito so che stanno studiando l’ipotesi di un nuovo treno veloce tra Borgo e Pontassieve, senza fermate, per capire se c’è un’utenza interessata. E perché non chiedere un diretto Borgo San Lorenzo – Firenze? Sono sperimentazioni che possono essere chieste, in modo sperimentale. Così come prevedere nei periodi di punta un treno serale e notturno, il sabato, che collega i centri turisticamente significativi è un’idea assolutamente da coltivare”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 agosto 2017


