BORGO SAN LORENZO – Questa mattina, giovedì 19 Febbraio, all’ospedale del Mugello si è svolto il presidio indetto dalla Funzione pubblica Cgil per denunciare la carenza di personale nella struttura (articolo qui). Tra gli intervenuti Federico Bevilacqua, infermiere della rianimazione dell’ospedale e delegato Cgil, che ha parlato di un fenomeno “che ormai è diventato troppo importante per un piccolo presidio come questo, e che si ripercuote sui lavoratori, aumentando i carichi di lavoro e mettendo a repentaglio l’eccellenza che questo ospedale da sempre garantisce nell’assistenza. Chiediamo all’azienda – ha concluso – delle assunzioni per sgravare i lavoratori da questi carichi troppo elevati“.
Al presidio è intervenuto anche Simone Baldacci, coordinatore della Cgil Usl Toscana Centro, che ha spiegato: “Anche se non possiamo misurare numericamente l’adesione di questa iniziativa, vediamo però la disponibilità dei cittadini a partecipare, anche se il tempo non è stato clemente. È l’inizio di un percorso di lotta, poi decideremo eventualmente anche degli stati di agitazione e uno sciopero; a quel punto conteremo le adesioni, anche se in sanità è difficile farlo, in quanto ci sono dei servizi minimi che tengono aperto tutto l’ospedale, però i lavoratori sono molto arrabbiati”.
Era presenta anche una delegazione del “Comitato di difesa della sanità pubblica del Mugello”, i cui membri hanno ribadito l’adesione alla manifestazione. “Abbiamo – spiega Alessandro Lampeggi – grossi problemi per quanto riguarda le specialità, difficoltà nell’acquisizione della risonanza magnetica, difficoltà nelle liste di attesa per i cittadini mugellani, a volte impossibili da prenotare. Ci fa piacere che anche la Cgil sostenga questa esigenza, perché siano rimpiazzati gli organici”
Secondo la Funzione Pubblica Cgil, infatti, “la carenza di personale coinvolge ormai tutti i profili professionali. La recente epidemia influenzale ha evidenziato in modo ancora più chiaro le lacune negli organici: personale costretto a coprire turni aggiuntivi o a prestare servizio in reparti diversi da quelli di assegnazione, con un conseguente aumento del rischio per la sicurezza clinica”.
Ricorda la nota che ha indetto il presidio: “Per fronteggiare questa emergenza organizzativa, abbiamo chiesto l’istituzione di un pool aggiuntivo di infermieri e OSS per garantire la copertura delle assenze, oltre a un rafforzamento del personale tecnico sanitario e ostetrico e dei servizi principali come Pediatria, Sale Operatorie, DEA e Rianimazione. Non è accettabile che il blocco delle assunzioni e i tagli alla spesa vengano scaricati interamente sulle spalle di lavoratrici e lavoratori, attraverso continue richieste di rientro in servizio e sacrifici non più sostenibili”.
Da qui le richieste di “assunzioni immediate per salvare i servizi, stop ai tagli alla spesa del personale, garanzia di qualità e sicurezza delle cure, rispetto dei diritti contrattuali delle lavoratrici e dei lavoratori”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 19 Febbraio 2026




