MUGELLO – Linea ferroviaria “Faentina”. Mattinata difficile, oggi, per i pendolari. Il treno regionale 21474 di Trenitalia, partito dalla stazione di San Piero a Sieve alle ore 8:10, è stato fermato alla stazione di Vaglia, alle 8:25. Fatti scendere tutti i passeggeri. Il motivo? Cervellotico. Almeno per quanto riferito dal personale in servizio sul convoglio agli stessi pendolari, e da questi riportato, telefonicamente, alla redazione. Proviamo a spiegarlo.
Non sempre, ci mancherebbe, ma a volte succede. E quando accade non è mai una storia banale. La linea ferroviaria “Faentina”, croce e delizia di questo nostro territorio, timidamente sembrava avviata verso una inconsueta normalità operativa. Almeno da qualche settimana. E invece, eccoci, ci risiamo.
Il treno regionale 21474 di Trenitalia, partito da San Piero a Sieve alle 8:10, sicché in perfetto orario, è stato fermato alla stazione di Vaglia, intorno alle ore 8:25. Eppure il cosiddetto materiale rotabile, stamani, era di “prima scelta”, certo di seconda mano, chissà. Insomma un “minuetto” di ultima generazione con livrea regionale. Tutto funzionava al meglio. Sennonché, proprio a Vaglia, dal personale di servizio a bordo è giunta la comunicazione. Un invito. “Signori viaggiatori, scusate, a causa di un problema tecnico, siete pregati di scendere”. Così tutti a terra, sulla banchina di quella stazione. Uomini e donne da marciapiede.
Comprensibile il nervosismo di alcuni utenti. Altri emotivamente e visibilmente apparivano irritati. E’ cominciata la ricerca delle spiegazioni, dei motivi o della causa, che avevano generata questa decisione di far abbandonare il convoglio. La giustificazione, insomma la tesi offerta e proferita dal capotreno è stata : “Il treno regionale (sempre di Trenitalia, n.d.r.) 21457 delle ore 7:29, partito da Firenze S.M.N, diretto a Faenza, è già in ritardo e ha dei problemi al motore. Arriverà qui a Vaglia fra qualche minuto (25 minuti, più o meno, n.d.r.) e anche i viaggiatori di quel treno verranno fatti scendere, per poi salire sul mezzo da voi lasciato libero. Poi arriverà il treno regionale 21360, partito da San Piero a Sieve alle 8:37, su cui potrete salire”. Alcuni dei viaggiatori appiedati fanno presente che quel treno alternativo non li potrà portare alla stazione di Firenze Campo di Marte, dato che la sua destinazione è quella di Santa Maria Novella. A questa giusta osservazione il personale di servizio non ha data nessuna risposta verbale, ma secondo il linguaggio dei segni, ha alzate e contorte, di sguincio, le spalle. Una sorta di movimento non proprio dettato dalla cortesia.
Attorno alle 8:40, arrancante e stremato è giunto nella stazione di Vaglia il treno 21457, diretto a Faenza. Cambio di convoglio. Tecnicamente un trasbordo. Un intreccio di pendolari che, per qualche minuto, hanno fatto di quella stazione l’ombelico del nostro territorio. Per Faenza si parte, o meglio si riparte. Per Firenze, invece, si aspetta. Un’attesa protrattasi fino alle 8:59, quando l’annunciato treno alternativo li ha raccolti.
A questo punto sarebbe doveroso spendere qualche parola di commento al fatto. Soprattutto per capire il senso di queste manovre ferroviarie. Apparentemente cervellotiche. Ma non ci riesco. Temo che possa sfuggirmi qualche dettaglio scientifico tale da potermi far irridere. Così lascio a questo mio silenzio il compito di far capire come la penso. Pendolari coraggio. Capisco quanto sarà difficile spiegare sul posto di lavoro, a scuola, cosa oggi vi sia capitato.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 febbraio 2016







