BORGO SAN LORENZO – Nella seduta del 6 maggio, il Consiglio Comunale di Borgo San Lorenzo ha discusso e approvato la modifica dello statuto della società Vivilosport. Interamente a capitale pubblico, la società che gestisce il Centro Piscine Mugello ed altri impianti sportivi comunali negli scorsi anni è stata più volte al centro delle polemiche: a partire dal lontano 2015, quando passò da essere “società a responsabilità limitata” a “società sportiva senza fini di lucro” (articolo qui), fino alla scelta della scorsa amministrazione comunale di Borgo San Lorenzo di togliere la gestione delle strutture sportive al Consorzio Mugello Sport (articolo qui) per darlo in mano proprio alla ViviLoSport.
Adesso arriva il tanto atteso cambio di statuto, inserito nel programma di mandato dai sostenitori del Sindaco Romagnoli, e preannunciato dalla scelta del Novembre scorso fatta dall’amministrazione comunale di chiudere, con quasi un anno d’anticipo rispetto a quanto concordato con la vecchia amministrazione borghigiana (articolo qui), con una gestione che prevedeva “l’amministratore unico” .
La modifica allo statuto introduce un nuovo modello di governance, con l’istituzione di un Consiglio di amministrazione composto da un massimo di cinque membri e la possibilità di estendere l’ambito d’intervento della ViviLoSport (articolo qui). Confermata la natura della ViviLoSport, che rimarrà una SSD (Società Sportiva Dilettantistica), senza fini di lucro, mentre è stato spiegato come sia stato avviato un percorso per l’eventuale ingresso nella compagine sociale di altri enti pubblici, come l’Unione dei Comuni del Mugello e la Società della Salute, con l’obiettivo di ampliare le attività della società e rafforzarne il ruolo sul territorio.
Durante le dichiarazioni di voto non sono mancate le critiche da parte delle opposizioni: “Sono molto favorevole all’allargamento della compagine sociale, vista la valenza zonale della struttura. – ha commentato la consigliera del Partito Democratico Tai -. Mi lascia perplessa il passaggio dall’amministratore unico al consiglio d’amministrazione prima dell’allargamento della compagine sociale, perchè se ci saranno più soci mi sembra corretto che ogni socio abbia un componente nel consiglio d’amministrazione. Mentre passare dall’amministratore unico a un consiglio di amministrazione prima dell’allargamento della compagine sociale non lo trovo corretto, semplicemente perché la scelta dell’amministratore unico non era una scelta ‘bizzosa per fare come ci pare’. È semplicemente la norma che lo dice: l’organo amministrativo delle società a controllo pubblico è costituito, di norma, da un amministratore unico. Questo è per evitare sprechi e aggravamenti burocratici, anche perché l’organo amministrativo è un organo tecnico. Chi dà le direttive di indirizzo sono i soci. Poi la norma dice anche in quali casi eccezionali si possa passare a un CDA: l’assemblea della società a controllo pubblico, con delibera motivata con riguardo a specifiche ragioni di adeguatezza organizzativa e tenendo conto delle esigenze di contenimento dei costi, può disporre che la società sia amministrata da un consiglio di amministrazione composto da tre o cinque membri. Ora in quanto ad adeguatezza organizzativa, in una società come la ViviLoSport, credo che tecnicamente un amministratore unico riesca a svolgere tranquillamente il compito. Inoltre non si capisce come questa modifica possa portare al contenimento dei costi richiesto dalla norma, non porterà al contenimento di nessun costo, anzi si può ragionevolmente prevedere un aumento per la spesa dei compensi degli amministratori. Il punto è la necessità di andare a aumentare il costo di un consiglio di amministrazione che comunque rappresenta un unico socio”.
Anche la consigliera Boni non ha risparmiato le critiche, sostenendo come “il modello ViviLoSport non sia da portare avanti, in quanto negli anni ha mostrato limiti evidenti in termini di efficienza, trasparenza ed autonomia gestionale. La forma giuridica della società dilettantistica era stata voluta in un contesto dove erano necessari strumenti e presupposti diversi rispetto a quelli attuali. La continuità di questo modello, non può essere da noi condivisa, e la possiamo leggere più come un’inerzia amministrativa piuttosto che una scelta consapevole e strategica. Si ritiene che sia necessario aprirsi a modelli diversi, più moderni e virtuosi”.
Maggioranza compatta invece nel sostenere la scelta fatta dalla giunta, con la consigliera Masini che ha sottolineato come le modifiche vadano incontro alla loro idea di “coinvolgere più realtà”, mentre Sargenti ha voluto ribadire la necessità di “una revisione della ViviLoSport, per renderla più efficiente”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 Maggio 2025
