MUGELLO – In molti ci hanno segnalato che in numerose chat, anche mugellane, sull’applicazione di messaggistica istantanea WhattApp sta circolando un avviso che consiglia di attivare l’impostazione “Privacy avanzata”. Il messaggio, tipo delle catene di Sant’Antonio, è sempre bene o male il solito: “Da oggi l’AI disponibile su WhatsApp ha accesso a tutte le chat. Tutti gli amministratori di una chat di gruppo possono/devono attivare l’opzione ‘Privacy migliorata’. In caso contrario, l’intelligenza artificiale può aprire i messaggi di gruppo, vedere i numeri di telefono e persino recuperare informazioni personali dal telefono, anche nelle chat private”. E poi un tutorial su come “evitare che Meta AI possa leggere tutto ciò che scriviamo e memorizzare tutti i nostri numeri, foto e contenuti”. In realtà la modalità “Privacy avanzata” (e non migliorata com scritto impropriamente nella catena) serve per proteggere i contenuti all’interno di un gruppo dalla loro diffusione esterna. La funzione, se attivata, impedisce a chiunque di esportare i contenuti scambiati all’interno della chat a cui stanno partecipando. E questo significa non solo che non si può salvare la chat su dispositivo, ma che non possono essere scaricati né foto, né video, né altri contenuti che gli utenti si scambiano. Un modo per “salvaguardare” materiale e discussioni, ma che non riguarda l’intelligenza artificiale presente sull’app di Meta, senza considerare che le chat sono protette da crittografia end-to-end: significa che nessuno – a parte il mittente e il destinatario – può leggerle.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 agosto 2025



