SCARPERIA E SAN PIERO – Si è tenuta ieri, lunedì 2 dicembre, la ventitreesima edizione del premio internazionale “Le Velo – L’Europa per lo Sport”. La kermesse ha visto aggiungere al suo già considerevole albo d’oro il nome di cinque personalità di tutto riguardo del mondo dello sport italiano: Silvio Fauner, Sara Meini, Wanny Di Filippo, Andrea Piccolo e Mattia Bani.
Tra i premiati figurano in realtà anche Nicola Dutto, pilota paraplegico passato alla storia come il primo a gareggiare nella sua condizione la Parigi-Dakar nel 2018, e Giada Cavataio, campionessa mondiale di pattinaggio a rotelle: purtroppo entrambi per impegni imprevisti non hanno potuto partecipare alla serata di gala istituita dal Sen. Riccardo Nencini, che ha voluto ringraziare i presenti in apertura di serata: “Ringrazio davvero tutti -ha detto Nencini-. I premi, le iniziative sportive come questa è facile crearle ma difficile tenerle in vita. Nella provincia di Firenze ce ne sono solo due che perdurano da oltre vent’anni: il Giglio d’Oro ed il premio Le Velo. Siamo veramente orgogliosi di questo premio, perché non vengono premiate solo le speranze del nostro sport, ma anche i campioni affermati che ci hanno fatto sognare e che hanno tracciato la via proprio ai futuri campioni”.
Come da tradizione, il primo premio consegnato, dedicato alla memoria della mai dimenticata Paola Leoni, è rivolto alla beneficenza ed a tutte le attività sportive che operano nel sociale. I premiati di quest’anno sono una vera e propria eccellenza locale: la squadra di Baskin “The Oranges”. Il progetto, nato da grazie all’impegno di STM Pallacanestro e Mugello 88, permette a ragazzi con vari tipi di disabilità di fare attività inclusiva con ragazzi normodotati, un’esperienza molto apprezzata che sta riscuotendo adesioni da tutta la vallata. “Questo è un progetto che va oltre il valore territoriale – commenta il Coach Bocciolini – ma che punta a valorizzare chiunque in base a quello che riesce a fare. Considerando che era un progetto pilota, ne siamo veramente contenti ed orgogliosi, e speriamo di andare sempre più avanti”. Per il progetto di baskin, oltre al premio Le Velo, è stato consegnato un contributo economico, per continuare questo progetto davvero eccezionale.
Poi è stato il turno del giovane Andrea Piccolo, campione europeo a cronometro, si appresta a salire nelle categorie maggiori come tra le più grandi promesse italiane, con l’Astana che gli ha messo gli occhi addosso da tempo. “E’ stata una stagione fantastica, e sarà difficile davvero ripetersi – commenta Andrea – Peccato per il mondiale, sarebbe stata la ciliegina sulla torta, ma sono davvero soddisfatto per i risultati che abbiamo ottenuto. Correrò il prossimo anno con un team di Bergamo, e dal 2021 sarò con l’Astana, uno dei team più importanti in assoluto. Ho sempre pensato a questo come un gioco, che però è diventata una passione che attraverso grandi sacrifici mi sta portando grandi soddisfazioni”.
Tra i personaggi sicuramente più “eclettici” del panorama sportivo italiano, è stato premiato Wanny Di Filippo, patron de Il Bisonte Firenze, squadra che milita nella massima serie di pallavolo italiana e già figura nell’Albo d’Oro del premio Le Velo. A consegnargli il premio Gabriele Timpanelli, che non ha nascosto l’emozione visto il suo ruolo non solo nell’amministrazione di Borgo San Lorenzo come assessore allo Sport, ma anche come appassionato di pallavolo. “Ho cominciato quasi per scherzo questa avventura – ha dichiarato Di Filippo – che è diventata una bellissima realtà. Abbiamo un consorzio che conta oltre 2000 bambine che giocano a pallavolo in tutta la Toscana. Ma c’è un problema di spazi, che limita e non poco la crescita non solo di questo sport, ma un po’ di tutti. Per questo tre anni fa abbiamo deciso di portare il progetto della nuova casa del Bisonte, e speriamo dopo Natale di iniziare i lavori”.
Dopo Wanny, è stato il turno di un figlio di queste terre, uno che proprio sui campi del Mugello ha esordito dando calci ad un pallone: stiamo parlando di Mattia Bani, classe ’93 di Rufina che partendo dall’Audax Rufina e dalla Fortis Juventus, è approdato in serie A con la maglia del Chievo Verona prima e del Bologna dalla stagione in corso (articolo qui). A premiarlo Carlotta Tai, assessore a Borgo San Lorenzo- “Mi sento un privilegiato a giocare in serie A – ha commentato al momento del ritiro del premio Mattia – una cosa che da bambino sognavo. Per me è un anno importante, sono stato bravo e fortunato a fare due gol, che non è semplicissimo. Fare la gavetta mi ha fatto bene, perché mi ha insegnato a dare il massimo sempre, a partire dall’allenamento”.
Unica donna presente tra i premiati Sara Meini, giornalista della Rai ed un passato da giocatrice di calcio nella Fiorentina, che è passata alla storia come terza radiocronista donna in assoluto nella trasmissione Tutto Il Calcio Minuto per Minuto. ““Per una donna arrivare è difficile – ha commentato Meini – però se una persona ha passione, come avevo io fin da piccola, non è impossibile. Ho realizzato un sogno: da scrivere per Calciopiù a parlare di calcio per la Rai. Sicuramente la maggiore soddisfazione, nonché emozione, è stata quella di raccontare in diretta la sfida scudetto di calcio femminile tra Juventus e Fiorentina, dopo aver insistito per mesi con i miei superiori per seguire l’evento all’Allianz Stadium di Torino: è stato oltre che un successo un momento bellissimo per me e sono sicura anche per il movimento del calcio femminile”.
Ultimo premiato, ma sicuramente non per importanza, Silvio Fauner, plurimedagliato ad olimpiadi e mondiali di sci di fondo e per anni Direttore Tecnico della Nazionale e membro del Gruppo Sportivo dei Carabinieri, oltre alla leggendaria impresa di Lillehammer, è stato anche tedoforo alle Olimpiadi di Torino 2006. A consegnare il premio il sindaco di Scarperia e San Piero Federico Ingesti, che ha voluto rendere omaggio ricordando l’importanza storica e sportiva della vittoria di Fauner in Norvegia.
“Sono veramente contento di questo premio – ha dichiarato Fauner – La mia non è una disciplina semplice, e sicuramente se non fossi entrato nel Gruppo Sportivo Carabinieri non sarei mai riuscito a raggiungere certi risultati. I centri sportivi militari in Italia sono fondamentali. Sembra assurdo ma noi siamo considerati come dilettanti, perché sono riconosciute così le nostre discipline”.
Andrea Pelosi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 dicembre 2019







