VAGLIA – La persona trovata morta nella “Galleria di Vaglia” il 2 agosto scorso tra due binari alle 2.00 di notte da una squadra di addetti alla manutenzione dell’alimentazione elettrica della linea (articolo qui) era un ragazzo sudanese di 14 anni. Un richiedente asilo, un migrante proveniente dal Sudan che era sbarcato a Pozzallo, in Sicilia, a luglio. Era stato fotosegnalato e quindi ospitato in un centro d’accoglienza per minori da cui, quasi subito, era scappato. Ecco la più tragica delle risposte alla domanda che era sorta in questi giorni sul tema dei richiedenti asilo: “Che fine fanno quelli che scappano, che spariscono senza tracce dai centri di accoglienza?”. “Probabilmente – dice il sindaco di Vaglia Leonardo Borchi – aveva imboccato la galleria per raggiungere, il più furtivamente possibile, il Nord Italia e quindi qualche paese d’Oltralpe”. La galleria è molto stretta, ci sono nicchie per ripararsi, ma i treni che transitano occupano praticamente tutta la luce della galleria. Il macchinista non si sarebbe neanche accorto dell’impatto, fortissimo, dal quale era impossibile trovare scampo. “Questo mi induce una riflessione – prosegue Borchi – questi migranti mancano dell’esperienza di quali banali pericoli ci siano nella pratica quotidiana della vita in Italia. Ieri, a buio, ho incrociato lungo la strada regionale alcuni di loro di pelle nera, a piedi ed in bicicletta: non erano per niente visibili, non solo non indossavano pettorine rifrangenti, ma nemmeno vestivano una maglietta bianca. Vanno educati – conclude Borchi il ragionamento – per il bene loro e la nostra tranquillità”. E ne apre un altra, di riflessione il primo cittadino di Vaglia, un’ipotesi più tetra che potrebbe aprire nuovi filoni d’indagini: “Sarebbe importante sapere se la tratta della TAV era occasionalmente una via di fuga per lui (e chi altri?) oppure un tragitto ben individuato e praticato per il flusso ordinario di migranti che si sottraggono ai controlli. Ricordiamoci che dove esistono sacche di clandestinità là si annidano potenzialmente i peggiori misfatti, a danno dei clandestini stessi e contro la comunità in genere”.
Massimo Mugello
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 agosto 2016



