
MUGELLO – Per la variante di valico siamo ormai ai titoli di coda. Opera conclusa. Entro la fine di gennaio aprirà il nuovo casello “Mugello – Firenzuola”. Lo ha annunciato Riccardo Nencini, viceministro alle infrastrutture. Un collegamento viario che avrà ricadute sul nostro territorio, certo positive. Tuttavia, è una realizzazione imposta più per rispondere alla normativa in materia di sicurezza stradale che per dare beneficio al Mugello.
Diciamolo, con franchezza. Il nuovo casello autostradale ha poche motivazioni di condivisione con questo nostro territorio. La sua costruzione è stata dettata da ineluttabili imposizioni normative, che delineano procedure ferree in materia di progettazione e realizzazione di gallerie autostradali e ferroviarie. Quando il traforo di un rilievo montuoso, o collinare, va oltre una certa lunghezza, ebbene, occorre dotare gli imbocchi, del tracciato sul quale insiste, di uscite e raccordi con la viabilità esistente. Obblighi per la sicurezza degli utenti.
Così a monte, a nord, dell’Appennino, versante bolognese, è stato costruito un casello, d’ingresso e uscita, subito battezzato e chiamato Badia. A valle, a sud, sulle pendici fiorentine, verrà prossimamente inaugurato e aperto quello, per diverso tempo anonimo, oggi annunciato con il nome di “Mugello – Firenzuola”. In pillole, questa è la vera storia. Dunque, sgombriamo il campo da meritocrazie politiche locali che non trovano riscontro nei dati di fatto.
Sì perché è evidente come questo nuovo casello sia frutto di una coercizione normativa. Laddove poco, o per niente, c’entrano lo sviluppo del territorio ed il turismo. Tant’è che alla politica locale è stata concessa la vittoria solo sulla battaglia della toponomastica. D’altro non v’è traccia. Di sicuro è tutt’altra cosa rispetto alle promesse d’un tempo. Quando per mitigare l’ennesimo disagio sopportato da una popolazione erano state ipotizzate opere viarie di diversa valenza, su tutte la “bretellina”, intesa come raccordo autostradale, per Firenzuola.
In quel caso, parole. Scritte sulla sabbia e non sulla pietra serena, dettate al vento e non vergate per un rogito notarile. Indubbiamente, Firenzuola potrà fregiarsi del riconoscimento ottenuto e di sentir proferire il nome del proprio Comune in occasione della diffusione dei bollettini autostradali. Però la distanza effettiva dall’autostrada, per quelle genti, rimarrà la stessa, soprattutto espressa in chilometri tortuosi e pendenti.
Il nuovo casello è sorto in un’area poco più a valle della località Pallereto, nel Comune di Barberino di Mugello, e sarà collegato con la strada regionale 65 “della Futa”, in prossimità del cimitero di Montecarelli. Difficile stabilire se i potenziali turisti, o gli operatori commerciali in generale, potranno preferirlo a quello poco distante di Barberino, noto per la cospicua disponibilità di ristoranti ed alberghi, oltre l’Outlet e il lago di Bilancino. Quello non a caso definito la porta del Mugello per antonomasia.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 gennaio 2017



