Buona domenica a tutti i marradesi.
Ci svegliamo con questa falsa notizia: 60 migranti in un albergo vuoto a Marradi. La notizia riguarda in realtà un’interrogazione presentata da Ridolfi all’Unione dei comuni del Mugello, che chiede se è prevista un’operazione del genere. Aspettiamo la risposta.
Se a qualcuno interessa: non verranno.
Nel merito, 60 migranti non sono 60 terroristi musulmani stupratori seriali, ma genitori, madri e figli che fuggono da… ok, non ce ne frega niente, diciamo pure che abbiamo già i nostri problemi, noi non li vogliamo punto e basta.
Bene. Tanto è inutile ragionare, perdersi in sottili disquisizioni partendo dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo in poi. Non ce ne può fottere di meno, la crisi ci ha indurito tutti.
Possiamo sparargli in mare aperto sui loro barconi di merda? No. Sfortunatamente, sarebbe un crimine contro l’umanità. Se una nave della Marina intercetta un barcone non può affondarlo, deve prestargli soccorso.
Sono d’accordo con quasi tutti voi: bisogna evitare che questa gente parta, in particolare dalla Libia che nell’era del dopo Gheddafi è nel caos più totale. Bisogna identificarli uno per uno, e rispedirli quasi tutti a casa loro.
Ma restiamo nel nostro piccolo: Marradi.
L’accoglienza viene gestita in un’ottica territoriale. Amministrazioni locali e Prefettura concordano un piano organico per distribuire omogeneamente sul territorio i profughi: quelli che sarebbero rimasti a casa loro se ce l’avessero ancora, ma guarda caso una guerra gliel’ha spianata e noi non possiamo esimerci dal riconoscergli lo status di rifugiati politici in base alle leggi che noi ci siamo dati da decenni. Volete cambiare le cose? Entrate in politica e cambiate le leggi. Auguri.
La zona del Mugello, di cui Marradi fa parte, ha saturato la sua quota: non sono previsti nuovi arrivi.
Non è previsto che arrivino profughi a Marradi.
Ma c’è anche un altro livello, che bypassa l’accordo tra le amministrazioni: un privato cittadino, che come in ogni democrazia occidentale della sua roba fa quello che gli pare, può chiedere di ospitare in una struttura di sua proprietà un certo numero di rifugiati. Mettiamoci anche nei suoi panni: ha un albergo vuoto e inutilizzato, che se ne fa? Può pensare di metterlo a disposizione della prefettura e passare all’incasso.
Quindi: non sono previsti nuovi arrivi a Marradi nell’ambito dell’accordo territoriale.
Se poi il proprietario dell’immobile volesse mettere il suo albergo a disposizione della prefettura, è chiaro che né il Sindaco né tantomeno il partito democratico locale o nazionale potrebbe impedirglielo. Siamo nel campo delle pure ipotesi.
In questo specifico caso, il proprietario ha detto di essersi informato presso la prefettura per capire le circostanze e i dettagli di questa possibilità. E ha fatto bene. Non ha stretto finora nessun accordo per ospitare migranti. E questa è una sua scelta. Sua, non del partito democratico.
Se un domani dovesse cambiare idea, sarebbe una sua scelta. Sua, e non del partito democratico.
Ognuno della sua roba fa quello che gli pare, e naturalmente si assume le responsabilità di ogni sua decisione.
Il pd non c’entra, il sindaco nemmeno. Se avessimo un sindaco leghista, cosa potrebbe fare? Bruciare l’albergo di un privato cittadino? Mandare gli operai del comune a murare la porta?
Restiamo alla notizia: la notizia è che Ridolfi ha presentato un’interrogazione all’Unione dei comuni. Ogni interrogazione è lecita: si può chiedere anche conto dell’efficienza del piano della protezione civile in caso di terremoto a Marradi. Questo non significa che Marradi sia stata colpita dal terremoto. Questo non significa neppure che se Marradi non viene colpita dal terremoto sia grazie all’interrogazione presentata. Dato che di questo si tratta, o anime semplici: non verrano migranti a Marradi solo perché non dovevano venire, la quota territoriale è satura, la struttura non è idonea o semplicemente il proprietario ha deciso che non gli conviene, ma qualcuno dirà che se non vengono è grazie alla sua interrogazione. Applaudo. Una mera speculazione politica da manuale, bravi, non c’è che dire. È il vostro ruolo, e lo capisco. Facile, fare leva sulla paura della gente che non riesce più a ragionare, spaventata dal terrorismo internazionale, oppressa e avvelenata dalla crisi economica.
Passate una buona domenica.
Walter Scarpi
(dal suo profilo Facebook)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 gennaio 2017



1 commento
Ogni opinione e commento sono leciti in questo Paese e pubblicarli è un diritto.
Ci tengo a precisare però che NESSUN sindaco Leghista come nessun esponente o militante del movimento vorrebbe bruciare alberghi dove si ospitano richiedenti asilo e neppure murargli l’ingresso; come del resto nessuno di noi vorrebbe affondare le barche coi migranti sopra o commettere altri atti abominevoli contro questi esseri umani.
Ma se un sindaco vuole, può mettere avanti la sicurezza dei suoi concittadini e la stabilità sociale del Comune quando si parla di accoglienza immigrati.
Perché in fondo sappiamo TUTTI che per la stragrandissima maggioranza di questi individui si tratta NON di donne con bambini ma di giovanotti robusti che non fuggono da nessuna guerra ma di sicuro sono un buon affare per gestori di alberghi, residence, associazioni e cooperative che vengono sovvenzionate per l’accoglienza.
Il problema di fondo è che ancora oggi non esiste nessuna azione da parte del governo per limitare i flussi, non si parla nemmeno di rimpatri per chi non ha diritto di asilo. E si continua ad accogliere tutti, sapendo benissimo che oltre l’80% di loro sono solo clandestini in cerca di fortuna e non veri profughi.
In tutto questo caos ci perdiamo tutti, ci guadagnano solo gli scaltri e gli avidi.
Il resto è solo demagogia e buonismo di sinistra. Nel resto del mondo, la clandestinità è reato.