SCARPERIA E SAN PIERO – Alla Comesca di Scarperia e San Piero si rinnova l’impegno a fare sensibilizzazione dentro e fuori l’azienda per la lotta alla violenza contro le donne. Un anno fa l’installazione della panchina rossa nell’aiuola adiacente lo stabilimento (articolo qui), domani, venerdì 22 Maggio alle 13.00 è prevista invece una cerimonia, alla presenza della direzione aziendale, della Fiom Cgil di Firenze, Prato e Pistoia, di Barbara Tibaldi della Segreteria nazionale della Fiom Cgil e aperta a tutte le autorità con delega alla parità di genere, ai Sindaci e a coloro che hanno reso possibile tutto ciò.
Affermano dalla Rsu: “questa panchina non è solo un oggetto, né tantomeno un simbolo fine a se stesso, ma è un monito verso tutti coloro che reputano la violenza di genere un tema o peggio ancora un atteggiamento tollerabile. Fortemente voluta da tutti i lavoratori e lavoratrici Comesca, questa panchina nasce da un’idea con noi condivisa e finanziata dal gruppo Coesia che fa della lotta alle disparità sociali un vanto e soprattutto un modello da seguire. Ringraziamo in maniera sentita la Signora Isabella Seragnoli, Presidente del CdA Coesia, che ha realizzato questo desiderio fortemente voluto da tutti noi. Come lavoratori e lavoratrici festeggiare il primo anniversario della posa della “panchina rossa” simbolo di lotta alla violenza contro le donne è un giorno di festa e di ricordo, ma è anche e soprattutto un giorno di riflessione e di rabbia, perché ancora oggi nel nostro paese le donne continuano ad essere vittima di violenza da parte degli uomini, vittime di un sistema che non riesce a tutelarle e soprattutto le rende tristemente protagoniste di una scia di sangue che non si appresta in nessun modo a fermarsi. Un comportamento che non trova giustificazione, radicato in disuguaglianze, stereotipi di genere e culture che tollerano o minimizzano gli abusi, che oltretutto si verificano spesso in ambito familiare. L’Italia ha ratificato la Convenzione di Istanbul nel 2013, una legge che dichiara la violenza sulle donne una violazione dei diritti umani, ma quanto fatto finora non è assolutamente sufficiente a salvaguardare le donne, anche giovanissime, che vedono i loro diritti violati, le loro vite spezzate, si tratta di madri, sorelle, figlie, donne con progetti e sogni a cui viene negato il diritto di poter vivere una vita libera e dignitosa che lottano per la propria indipendenza e per poter scegliere il proprio destino. È fondamentale continuare a lavorare per eradicare i pregiudizi e gli atteggiamenti discriminatori che rendono ancora oggi le donne più deboli nella società, nel lavoro e nella famiglia. La politica, le istituzioni e le forze della società civile devono sostenere le donne nella denuncia di qualsiasi forma di sopruso, offrendo protezione ed adeguato supporto. Rimaniamo fermamente convinti che tutto questo sia un valore per l’intera società, e soprattutto sia un dovere garantire i diritti umani dell’universo femminile. In memoria di tutte le donne uccise per mano di chi diceva di amarle. Perché le vostre storie non affondino nel silenzio ma risveglino coscienza e civiltà. Così recita la targa apposta sulla panchina intorno alla quale continueremo a radunarci”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 Maggio 2026



