VICCHIO – Nei due incontri organizzati dai comuni di Vicchio e Dicomano sul progetto di installazione di otto gigantesche torri eoliche di 140 metri sul crinale nord mugellano tra Villore e Corella vi è stata una nutrita partecipazione di cittadini. In gran parte contrari alla realizzazione del progetto.
Le motivazioni sono diverse, e tra le principali vi è la preoccupazione per il paesaggio. Ci dice infatti Roberto Pratesi di Villore: “Le opere di sventramento per la realizzazione di strade, lo sbancamento e spianamento, la cementazione pesante per le fondazioni saranno irreversibili. La montagna cambierà la propria fisionomia e al posto del paesaggio che caratterizza la bellezza del Mugello avremo delle girandole di acciaio. Verrà alterato l’ equilibrio biologico esistente da millenni . Molto si può dire sulla falcidia di popolazioni animali e di ricchezza floreale e forestale, per non parlare delle alterazioni geologiche. Con queste caratteristiche il progetto di industria eolica proposto non può essere annoverato tra le energie innovabili. Dopo che l’hai tagliata e cementata quale montagna si potrà mai rinnovare? Siamo in presenza di una ulteriore rapina nei confronti del pianeta, analogo alle tante rapine che in pochi decenni hanno condotto al mutamento climatico. E adesso ci vogliono far credere che si può combattere il “mutamento “ climatico mediante un altro “mutamento”: quello della nostra vallata e delle sue montagne.”
Aggiunge Paolo Cioni di Vicchio, nonchè portavoce dei Cinque Stelle: “Siamo ovviamente a favore degli impianti per l’ottenimento delle energie sostenibili ma solo laddove non provochi un forte impatto ambientale. In quest’ottica preferiamo l’energia fotovoltaica a quella eolica privilegiando piccoli impianti a copertura del fabbisogno familiare o aziendale. Oggi, questi impianti sono più facilmente realizzabili grazie al reddito energetico ( già alcuni comuni l’hanno adottato) e alle agevolazioni fiscali. Al momento, un impianto fotovoltaico di 3 KW, al netto delle agevolazioni, può costare solo 3500 euro con un risparmio per l’utente di circa 350 euro annui sulle bollette elettriche”.
Infine Piera Ballabio di Italia Nostra: “I grandi impianti eolici sono sempre e solo un affare per i privati che lo realizzano. Ciò è emerso chiaramente nell’incontro tenutosi a Vicchio dove la ASGM, partecipata del comune di Verona, ha evidenziato come non convenga (ovviamente alla loro società) la realizzazione di un piano per l’aumento dell’installazione del fotovoltaico nel Mugello. Le torri eoliche a causa delle loro spropositate dimensioni, diventeranno l’elemento dominante di quel pezzo di crinale appenninico danneggiando per sempre ciò che abbiamo di più prezioso nel nostro territorio: il paesaggio. Ma non solo, interverranno pesantemente sul sentiero di crinale che è segnalato come 00 Cai, Anello Principale del Sistema escursionistico del Mugello (SOFT), Sentiero Italia, Grande Escursione Appenninica, sentiero E1(Europa 1) ed è attraversato dal cammino di Dante (nel 2021 ci saranno I festeggiamenti nazionali per i settecento anni dalla morte) oltre ad essere confinante con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Il crinale interessato è lo stesso su cui è intervenuta con parere negativo la Regione Toscana per la realizzazione di un impianto simile sul Monte Gazzarro”.
Molte sono state, in assemblea, le voci contrarie all’intervento: agricoltori, abitanti delle zone interessate, escursionisti. Che hanno deciso di costituirsi in comitato contro la realizzazione del progetto. L’appuntamento per la costituzione del comitato contro il parco eolico del
Giogo di Villore è per venerdì 29 novembre al circolo “I tre castagni” di Villore alle ore 20,30.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 novembre 2019





1 commento
Meno male. Credevo che fossero pochi a pensarla come me.
Allora cerchiamo di non fare come Firenzuola che ha lasciato devastare il suo territorio con la TAV, l’impianto eolico e la discarica immediatamente prospiciente l’abitato( i cui morti arriveranno tra qualche anno),in cambio della bretellina rimasta monca e di quattro strade fatte su terrapieni di terra di riporto, ora quasi tutte inagibili perché crollate.
Ah,dimenticavo la circonvallazione mai finita, con una galleria che serve solo ai pipistrelli per farci il nido.
Poi c’è sicuramente un’altra cosa ma non voglio parlarne.