Ariete! Il primo segno dello zodiaco. Segno maschile, sovrastato com’è da Marte e Plutone. Segno di fuoco, colore il rosso, e non mi riferisco alla politica. Penso alla natura appenninica, alle foreste montane, al reticolo di fiumi e torrenti in una campagna emozionante ma più cruda della Val d’Orcia, meno pettinata, più vera. E penso alla sua gente, almeno a quanti hanno radici infisse quassù da una manciata di generazioni: il loro giudizio te lo spiattellano in faccia dopo averti misurato. Questa è sempre stata una terra di passaggio, di valichi (cinque, mica uno), obbligo essere guardinghi. Osservare e capire prima di fidarsi.
L’ariete è impulsivo, litigioso, talvolta irrazionale. Pronto a combattere più per difesa dal resto del mondo che non per offesa. Immaginati i rapporti con Firenze, altroché amore e odio.
Siccome spesso si fa guidare dall’impeto, studia, organizza, si innamora facilmente di un’idea, ma non porta a conclusione i progetti. Ama la competizione, nondimeno, proprio perché ha testa ma non sempre cervello, non si prepara adeguatamente a raccogliere la sfida. È coraggioso, e meno male perché Marte, il Dio della guerra, lo segue dovunque, lo ispira addirittura. E poi dev’essere ascendente Leone. Instancabile, passionale. Regale nella sua bellezza.
La parola chiave, la morale di Esopo è: lasciarsi incantare, abbandonarsi, con un abbraccio in più che sconfini in un bacio.
Niente male. Abbasso la noia. Quasi quasi torno a vivere quassù.
Riccardo Nencini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 26 gennaio 2020



