BORGO SAN LORENZO – Barbara Paladini è un’insegnante della primaria di Borgo San Lorenzo. E come tante sue colleghe, in questi giorni, è alle prese con la didattica a distanza. Barbara insegna in una quinta, la classe dei bambini “grandi” quella che ti prepara a spiccare il volo verso le medie ma che al tempo stesso ti coccola ancora come il primo giorno. Da quando le scuole sono chiuse anche lei è letteralmente chiusa, tutto il giorno, nello studio di casa sua dalla mattina alla sera a impostare le lezioni, a parlare con i suoi alunni, correggere compiti, videochiamare le colleghe, rapportarsi con le famiglie.
Barbara, una giornata impegnativa la tua… Sicuramente – ci racconta tra una chiamata e l’altra – e sicuramente anche uno stravolgimento nel fare didattica o almeno il mio metodo. Prima di tutto mi misuro con i bambini con i quali faccio lezioni preparate precedentemente andando a cercare i materiali più adatti e cercando di proporre attività accattivanti e interessanti e al tempo stesso in linea con il programma didattico che avremmo dovuto fare in classe in questo periodo. A questo lavoro di ricerca segue una video registrazione. Trattandosi di bambini comunque piccoli propongo loro attività semplici tenendo conto di quello che loro sono in grado di fare e non su ipotetici aiuti che possono avere in casa.
Ma le difficoltà non mancano lo stesso immagino… Non tutti hanno gli stessi strumenti e non tutti hanno le stesse competenze. La difficoltà sta proprio nell’improntare e costruire attività che abbiano un senso e al tempo stesso siano fruibili da tutti. Dopo le lezioni i bambini hanno qualche giorno di tempo per svolgere i compiti che poi io correggo. Successivamente faccio una lezione in cui individualmente o collettivamente spiego ad uno per uno l’esito del compito e le correzioni. Cerco di dare molto tempo alle spiegazioni per così portare avanti una didattica che mi appartiene e che davvero avrei fatto in classe.
E sul piano emotivo ed emozionale com’è la situazione della tua classe? Sul piano emotivo la cosa che ci coinvolge e ci impegna di più come insegnanti è dover trasmettere serenità positività e anche un senso di “normalità” ai nostri bambini. Hanno solo dieci anni sono ancora piccoli e hanno tanta voglia di tornare alla normalità.
Così nascono le attività didattiche anche per esorcizzare la paura… Esatto, ho aderito all’invito lanciato sulla pagina del Festival Mugello da Fiaba a comporre una filastrocca di tipo “rodariano”. Mi è sembrato subito un bell’esercizio di stile e un’attività importate proprio dal punto di vista emotivo. Ho dato loro la filastrocca di Roberto Piumini e abbiamo fatto una lezione di lingua italiana. Ma oltre a dare loro delle nozioni tecniche e stilistiche ho cercato di privilegiare molto i contenuti, mi interessava vedere e capire cosa ne pensano del Corona Virus e ho chiesto loro di pensare a che cosa è, come se lo immagino e se fosse una persona come lo indentificherebbero. Ai miei bambini ho chiesto cosa vorrebbero chiedere al Corona Virus se fosse una persona… e così abbiamo scritto questa filastrocca a tante mani. Nel comporla mi sono resa conto di quanto siano spiazzati: quello che percepiscono da noi, l’incertezza dell’esito, dei tempi crea inevitabilmente uno smarrimento in loro perché i bambini hanno bisogno di paletti temporali e spaziali. Magari non lo danno a vedere ma in ognuno di loro queste emozioni ci sono e vengono fuori.
E alla fine maestra, che voto diamo? Per dirlo alla Rodari maniera non basterebbero “millemila” dieci, con applausi, leccalecca, coriandoli e baci, perché sono stati semplicemente fantastici!
La filastrocca si può trovare anche sulla pagina Facebook di Mugello da Fiaba e, come le tante che sono arrivate in questi giorni, confluirà in una piccola pubblicazione della collana Mugello da Fiaba LAB che uscirà a settembre e il cui ricavato dalle vendite andrà al reparto materno infantile dell’ospedale del Mugello.
Serena Pinzani
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 Aprile 2020
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Filastrocca a quattro mani
Che cos’è che gira il mondo
e ci tiene chiusi in casa?
È un “tipo” vagabondo
che viaggia senza posa!
È il primo e siede in trono,
minuscolo e malvagio,
di certo non è un dono
ma un pessimo contagio.
È piccino e rotondo
da dove viene non si sa,
sta scappando in tutto il mondo
ma la cura chi ce l’ha?
È un male invisibile,
sta in tutti gli ambienti
e sembra impossibile
che tanto ci tormenti!
Oh Coronavirus, ma che fai?
E perché non te ne vai?
Stai portando troppi guai!
Ma che brutta situazione:
scuole chiuse e tutti a casa,
non si ferma il cattivone
perché lui mai si riposa!
Io sto in casa con il mio cane
che mi tiene compagnia
e aspetto con attenzione
che finisca l’ epidemia!
Da amici e parenti ci fa separare
e anche se ci vogliamo bene
ci dobbiamo allontanare
con la speranza di tornare presto insieme .
Etciù! Basta uno starnuto
e tutti scappan via,
un bacio di saluto
e corriamo in farmacia!
Ma se ti vuoi bene veramente
scegli di fare una cosa cosciente:
anche se è un po’ complicatino
non uscire mai, né alla sera, né al mattino!
Troppo spesso per le strade
passan macchine con bare
di persone dirette all’Ade:
per favore, non continuare!
È colpa di quel vigliacco
che per il mondo se ne va,
ci tiene nel suo sacco
imprigionati alle sue volontà.
Se non ti vuoi ammalare,
le mani devi lavare
e per quaranta secondini
sciacqui bene e ti strofini!
Lavale sempre e dappertutto,
manderai via quel brutto:
conta fino a venti e sarà finito tutto!
Mettiamoci la mascherina
e restiamo a casa nostra,
usiamo l’amuchina
per sicurezza, anche la vostra!
Se il mondo vogliamo salvare
pazienti in casa bisogna restare:
per una volta diamo retta, italiani
e la corsa del virus finirà domani!
Lo possiamo sconfiggere
e proteggere la terra,
torneremo a sorridere
e vinceremo la guerra:
non lasciamoci affliggere
e diamogli una sberla!
L’Italia ce la farà
se uniti si starà
e con pazienza e volontà
il virus scomparirà!
E quando questo sarà finito
tutti insieme a festeggiare:
ognuno indossi il più bel vestito
e non si stanchi mai di cantare!
Filastrocca a tante mani
di bambini assai speciali
ci avvicini stando lontani
come avessimo le ali.
5^A Primaria Borgo San Lorenzo, marzo 2020



