
BORGO SAN LORENZO – Gabriele Timpanelli, ex-segretario pd e attuale assessore borghigiano nella giunta Omoboni, fa parte del gruppo “Piazza Grande” che fa riferimento all’ormai ex-segretario Zingaretti. In questa intervista dice la propria sulla situazione politica nazionale e locale. Prendendo anche le distanze da alcuni giudizi che il sindaco Omoboni e il sindaco Ignesti hanno espresso sulla crisi del Pd.
Nei giorni scorsi, dopo le improvvise dimissioni del segretario nazionale del Pd Zingaretti, abbiamo letto alcuni commenti anche da parte di sindaci mugellani. Ma anzitutto vorremmo chiederti: quale reazione a caldo hai avuto alla notizia delle dimissioni? Una notizia che ci ha colto tutti di sorpresa, un gesto forte che abbiamo capito essere un atto d’amore verso la propria comunità, verso il proprio partito. In politica si assiste spesso al protagonismo di chi ci vuol esserci per forza: ecco, personalmente apprezzo di più chi ha la capacità, la generosità e l’onestà, quando necessario, di fare un passo indietro se è per un bene comune e condiviso. Zingaretti ha con la propria scelta volutamente ricentrato il punto della situazione, ha riorientato lo sguardo di tutti verso ciò di cui si deve occupare il Partito Democratico cioè rilanciare quell’idea politica a cui, due anni fa, più di un milione di persone aveva dato fiducia.
Hai sicuramente letto l’intervista sul “Filo” al sindaco di Scarperia e San Piero Federico Ignesti (articolo qui). La condividi? C’è qualche punto sul quale non sei d’accordo? Anche il sindaco di Borgo San Lorenzo ha detto la propria. Cosa ne pensi del suo giudizio in merito alla crisi del Pd? Il Partito Democratico è, per propria definizione, un luogo in cui si può discutere e confrontarsi e per questa ragione non ho difficoltà a dire che se anche condivido alcune delle opinioni dei sindaci che hai citato, altre non mi trovano affatto d’accordo. Condivido la necessità di tornare di più e meglio a parlare alle persone dei temi più rilevanti nelle vite di tutti, dal lavoro, la scuola, l’ambiente e credo anche io che la preoccupazione o la priorità del Pd non debba essere quella di governare in qualsiasi condizione e a qualsiasi condizione. Anche questo lo ha detto chiaramente Letta nel suo discorso domenica scorsa. Per quanto mi riguarda il PD non deve essere un partito che guardi al centro, come accaduto nel 2018, ma dobbiamo tornare ad essere interlocutori con quel popolo che anima l’universo della sinistra.
Le divisioni travagliano il Pd a livello nazionale. Immagino che questa divaricazione, magari in tono ridotto, sia presente anche in Mugello e a Borgo San Lorenzo. Se ti chiedessero di fare una descrizione del PD di Borgo in un’ottica di gruppi diversi e diversificati, come la faresti? A livello locale così come in quello nazionale c’è sicuramente una dialettica fra prospettive diverse e dobbiamo avere il senso di responsabilità di farla diventare un valore aggiunto. Per il confronto c’è e deve esserci spazio, ma sui contenuti. Enrico Letta ha annunciato di voler rilanciare la discussione nei circoli: credo ce ne sia un gran bisogno. Io credo che la strada tracciata da Nicola Zingaretti, e riconfermata da Letta, sia quella giusta. Ridefinire una nostra identità e confronto con le forze politiche e società civile per ricostruire il campo del centrosinistra, di cui noi vogliamo esserne il perno.
Quali limiti vedi nell’attuale segreteria borghigiana? Che cosa dovrebbe fare di più e di diverso? Vorrei che ci fossero maggiori momenti di confronto con gli iscritti e simpatizzanti anche se sono consapevole che questo anno di pandemia ha stoppato e ridotto le condizioni. Spero e credo che in questo ci aiuti la spinta della nuova segreteria nazionale. Io vedo tanta voglia di partecipare e di discutere.
Torniamo alla politica nazionale. Ma davvero ti convince l’alleanza strategica con LEU e Movimento Cinque Stelle? Pensi dunque per le prossime amministrative a un bel listone con Giovannini, Verdi e Romagnoli? Io parto da un giudizio sostanzialmente positivo dell’esperienza di governo del Conte II, con errori certo ma la straordinarietà di quello che stiamo vivendo credo abbia inciso. Il tema qui non sono le alleanze a freddo, il punto è: vogliamo tornare a vincere le elezioni? Ecco credo che questo sia il nostro obiettivo ed è ormai evidente che, con questo sistema elettorale o anche quello in discussione, se non siamo perno di una coalizione difficilmente riusciremo nell’obiettivo. E mi sembra che il nuovo segretario lo abbia ben chiaro ribadendolo nella sua relazione, partendo da M5S fino alla società civile, come le Sardine. Nel 2018 eravamo completamente isolati ora mi sembra che le condizioni siano diverse. Le dinamiche locali invece rientrano in processi completamente differenti, non ci sono formule matematiche.
E del governo Draghi che giudizio dai? Sono fiducioso soprattutto per il bene del paese. Dopo l’incosciente apertura della crisi di governo credo che l’azione del Presidente della Repubblica sia stata la miglior soluzione possibile in questo momento storico e con questo Parlamento.
Pensi ci sia il rischio, o la prospettiva di un PD che torna ad aggiungere una S? Il PD è nato da un’azione politica coraggiosa e lungimirante. E’ nata per guardare al futuro e non al passato. Io spero ci sia la prospettiva che il PD torni ad aggiungere una vittoria alle elezioni e non il contrario.
Infine, la soluzione Letta segretario ti convince? Ho notevolmente apprezzato la relazione di Enrico Letta, chiara, diretta, ha posto temi e metodi più che condivisibili. E sono contento che abbia riconfermato il punto politico di cui facevamo riferimento all’inizio: un partito aperto, ecologista, di lotta alle disuguaglianze, fortemente europeista, di sinistra. Progressisti nei valori, riformisti nel metodo e radicalità nei comportamenti di ognuno di noi, come ha detto. Sta a noi adesso lavorare perché questo si avveri, con più volti e meno maschere.
Un’ultima domanda, nazionale ma con risvolto locale: di Italia Viva cosa vuoi farne? E domanda conseguente: il partito di Renzi si sta strutturando anche a Borgo San Lorenzo. Sarà vostro compagno di viaggio verso le amministrative? Bene, son contento, è sempre positivo quando persone si impegnano mettendoci la faccia per la cosa pubblica. Il punto è lo stesso, per me non esistono formule matematiche ma condivisione di obiettivi comuni senza pregiudizi o paletti rigidi.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 Marzo 2021

